
Porto gli occhiali da quando avevo 15 anni, mi sono stati necessari per correggere la miopia, contratta per il vizio di accanito lettore, già da ragazzino. Nel tempo mi sono talmente abituato a portarli che sono diventati quasi una parte fisica di me (un po' come la fede matrimoniale) e così non ho mai pensato a correggere col laser, pratica ormai comune, i miei difetti di vista.
Ne ho sempre considerato la funzionalità piuttosto che l'estetica, anche quando sono diventati un accessorio di moda. Per farla breve, li considero ancora una protesi e non “un importante supporto per esternare la propria personalità”, come recitano i markettari.
Pare che l'inventore degli occhiali sia Ruggero Bacone, vissuto nel 1200, secondo cui “segmenti di sfere di vetro possono ingrandire i caratteri scritti fino a renderli leggibili anche a persone di vista debole”. I primi a mettere in pratica l'osservazione di Bacone sono probabilmente i maestri dell'arte vetraria del tempo, i veneziani e i toscani.
Nascono così le prime lenti correttive, ricavate dal Berillo, dal cristallo o dal vetro, all'inizio utilizzate singolarmente.
I primi occhiali sono ricavati dall'unione di due lenti, inserite in cerchi di rame, ferro o cuoio, unite da un perno (occhiali a compasso) e dotate di manici. Si dimostrano subito poco pratici per chi, come i monaci del tempo, dediti alla trascrizione dei testi antichi, doveva impegnare una mano a reggerli. Il perno viene allora sostituito da un arco tra le due lenti: così l'occhiale ad arco, appoggiato sul naso, ne rende più pratico l'utilizzo.
Ugo da Provenza intento alla lettura di libri sacri
con indosso, appunto, un paio di occhiali. L'affresco è del 1352 ed è conservato nel monastero attiguo alla chiesa di S. Nicolò a Treviso.
Nel 1462 Francesco Sforza, duca di Milano, ordina tramite il suo ambasciatore a Firenze tre dozzine di occhiali fiorentini, sia per la “vista lunga” che per la “vista corta”. L'oggetto, fino ad ora, è dunque privilegio dei monaci e di una ristretta cerchia di nobili e di dotti, ma, a partire dalla fine del XV secolo (scoperta dell'America etc) l'espansione delle attività commerciali fa si che la conoscenza degli occhiali si espanda in tutta l'Europa. Gli occhiali vengono prodotti in grande quantità e offerti da venditori ambulanti per le strade. Si diffonde la necessità di vedere meglio, e non solo nella vita quotidiana: vengono costruiti i primi cannocchiali e, più tardi, telescopi, microscopi e altri strumenti ottici che contribuiscono all'ampliamento delle conoscenze scientifiche.
Il problema di tenere le lenti fissate davanti agli occhi senza impacci per il movimento o per l'uso delle mani è sempre attuale. Una soluzione originale viene adottata sfruttando la parrucca che nobili e ricchi borghesi cominciano a portare dalla fine del '600: un'asta curva, che ad una estremità è fissata all'arco che congiunge le due lenti, accompagna la forma del capo sotto la parrucca o un copricapo (occhiali da parrucca).
Nello stesso periodo un ottico inglese (Scarlett) costruisce i primi occhiali con stanghette; non appoggiano ancora sulle orecchie ma premono sulle tempie (occhiali tempiali). Usa l'acciaio, materiale molto resistente, che permette di creare montature sottilissime. E' un passo fondamentale.
(pince-nez), ma nello stesso periodo compaiono le stanghette che si appoggiano alle orecchie e ne seguono le curve (occhiali con stanghette a riccio).
Siamo arrivati così all'”architettura” definitiva dell'oggetto. E' interessante notare come nell'ottocento vengano prodotti occhiali (vedi le foto con gli occhiali da sole) di linee decisamente moderne (non fanno venire in mente i Rayban?).
I diversi modelli convivono fino alla fine dell'800 quando, dopo una lunga “concorrenza”, si afferma definitivamente l'aspetto odierno, con due astine che si appoggiano alle orecchie, per un oggetto pratico e funzionale.
Nell'ultimo secolo della storia il design e i nuovi materiali impiegati fanno evolvere l'oggetto ancora lungo una linea di sobria funzionalità; negli ultimi decenni, però, come è noto, gli stilisti lo hanno acquisito come parte dell'abbigliamento personale; nel mondo della moda l'occhiale subisce lo stesso destino di un qualsiasi capo di abbigliamento: ogni stilista tende a differenziarsi dagli altri ed ogni stagione è foriera di nuovi modelli. Eccone alcuni esemplari
Il Museo nasce da una base costituita dalla raccolta di un ottico genovese di origini austriache, Fritz Rathschüler, di circa 1200 pezzi. La raccolta viene acquistata dalla Luxottica, multinazionale dell'occhiale con sede ad Agordo, che la integra successivamente. Il Museo viene inaugurato nel 1991, con l'esposizione di fassamani, lorgnette, stringinaso, cannocchiali e binocoli da teatro, occhiali da parrucca, tempiali, microscopi, strumenti ottici come cannocchiali astronomici e terrestri etc. Negli ultimi anni il museo viene ampliato per comprendere macchinari (d'epoca) per la fabbricazione degli occhiali e una biblioteca sulla storia dell'ottica. Tutto molto bello.
Però…
Il museo è privato e generalmente chiuso al pubblico. La Luxottica lo utilizza come veicolo di marketing verso clienti e fornitori. Ho potuto visitarlo solo perché in agosto, in occasione di manifestazioni per l'intrattenimento dei turisti, la Luxottica ne ha disposto l'apertura, una sera alla settimana, a seguito della sollecitazione dell'Associazione Commercianti di Agordo.
E' un vero peccato, per il suo contenuto meriterebbe di essere aperto in permanenza. Auguro agli interessati di capitare ad Agordo in qualche straordinaria circostanza che ne provochi l'apertura.
(1 ottobre 2005)
Pubblicato anche su Arengario: I bei momenti