Ecco raggiunta e superata la boa dei sei mesi, nonostante il mare agitato e la poca esperienza con vele e rande.
Le domande di amici (amiche) e conoscenti incalzano: ma che cosa fa a sei mesi? Sta seduta? Sta in piedi? Mangia con il cucchiaio? Fa ciao con la manina? Si gira da entrambi i lati? Ti riconosce, riconosce gli estranei? Mette tutto in bocca? No, perché il mio/la mia faceva così, e blabla, blabla, blabla...
Il dubbio mi attanaglia di sapere che cosa gli esserini di razza umana facciano a sei mesi nei manuali. Vado alla ricerca, poi confronto la bibliografia con i miei dati e l' "esperimento" in corso, soprattutto per rispondere alle domande con precisione di dettagli.
Mi chiedevo però se da qualche parte non esistesse un manuale sulla madre e il suo sviluppo, per esempio: che cosa sa fare una madre a un mese, due, sei ?
Io ho imparato tanto in questi ultimi tempi. Riesco a compiere un numero sempre crescente di azioni pur restando addormentata, sto perfezionando le mie qualità di compositrice di musica e parole per canti a cappella, ninne nanne e intermezzi rock, per non parlare del teatro, sono diventata un'attrice drammatica di notevole spessore, non solo, ma metto su pièces su pièces con capacità registiche davvero impressionanti, così, in pochi minuti, sui più svariati soggetti e con le più diverse angolature e prospettive.
Mi sto allenando nel contorsionismo facciale e corporale anche se credo che questa dote verrà perfezionandosi più avanti con la bisogna.

Sviluppo con una rapidità insperata doti di veggenza, sono capace di prevedere ciò che si compirà in pochi istanti se non si esercita le necessaria prudenza e non si prendono le debite precauzioni.
Anche il mio fisico è divenuto più rapido nell'arte dello schivare. Costretta a farmi carico di un fardello dotato di mani divenute improvvisamente prensili (e non poco) e decise a ottenere tutto ciò che sfiorano, sono costretta a ricalcolare continuamente le distanze che ci separano da suddetti oggetti per salvare loro la vita (lo sa bene un curioso gatto egiziano, dotato un tempo di magnifiche, lunghissime orecchie, ora mozzate da una caduta dal terzo piano della libreria.

Sono fiera del mio ritmo di apprendimento che solo talvolta cede il passo alla frustrazione e alla fatica dei miei anni che mi costringono nella categoria di "primipara attempata", ma comincio a sospettare che ciò che mi attende sarà infinitamente più duro e provante.
Su una cosa sarò ferma e irremovibile: a diciotto anni via di casa, filare, sparire, andare dovunque ma lontano. Se non lo farà lei, lo farò io!
***
Oggi è una splendida giornata e così sarà per tutto il fine settimana. La città prende un altro abito, molto più gaio, con il sole. I palazzi haussmaniani riflettono un po' della luce mattutina e qualche timido sorriso appare sul viso dei passanti. Gabbiani e rondini svolazzano sul tetto del mio, cantando false note su questa primavera tardiva. Quando il bel tempo trova il coraggio di presentarsi all'appuntamento con le stagioni non è più il tempo delle parole.
Si esce.
(venerdì, 02 maggio 2008)

Da C'era una volta un Re





