(Le confessioni di un poeta finto -11)
di Solimano
Si viaggia, ogni tanto. Andammo in Provenza per una settimana, 20 persone di 5 famiglie. Da Orange a Nimes, da Vaucluse a Les Baux, da Saintes-Maries-de-la-Mer ad Arles, da Aix-en-Provence a Pont du Gard. L’albergo era in Avignone. Per tre giorni ci fu il Mistral, un ventaccio loro.
Lì, il 27 marzo 1989, scrissi una poesia, eccola:
Mistral
Arabeschi sull’acqua,
Dalle colline polvere di sale,
Rossa bandiera dorata sull’alto
Delle mura private di finestre.
Forza senza domani,
Modelli alberi, nuvole e capelli,
Gli zampilli dissecchi alle fontane,
Nella piazza disperdi
I suoni colorati delle trombe.
La sera ti nascondi fra le antiche
Bifore della torre:
Il tuo silenzio è un grido soffocato.
E la rugiada disseta le viole.
E’ la seconda ed ultima poesia del mio periodo “Poesia, forse”. Mi costò un po’ a scriverla, più a viverla.
Vidi gli arabeschi disegnati dal Mistral sull’acqua degli stagni delle Bocche del Rodano, vidi il Mistral sollevare polvere dalle colline di sale vicino al mare, la vidi la bandiera, alta sul castello-palazzo, sventolata dal Mistral, forza senza domani perché la sera di quel giorno cessò, dopo tre giorni (giorni?) di continuo urlìo.
Vidi che gli alberi avevano assunto la forma data dal Mistral, vidi le nuvole rincorrersi nel cielo, i capelli delle nostre donne avvolti dal Mistral, che quasi impediva agli zampilli di uscire dalle fontane, lì, nella piazza di Aix dove una banda suonava le trombe, che ora si udivano ora no.
La sera tardi il vento cessò, non credetti alla sua scomparsa ma a un suo provvisorio nascondimento. Il grido soffocato è una ungarettitudine, però travolta a senso nuovo.
Finché soffia il Mistral non c’è rugiada notturna e le viole appassiscono. Quella notte la rugiada si formò di nuovo, a vento assente.
Di che parla questa poesia? Del vento Mistral, e ne parla con proprietà. C’è il Mistral in ogni verso, non è una metafora, è proprio desso. C’è anche altro, lo comprende chi ha la dolorosa fortuna di comprenderlo. Non ci furono più periodi, dopo, però oggi sto scrivendo molto, con soddisfazione.
P.S. Nell'immagine sulla destra del post, la torre della Chiesa-Castello di Uzès.













