domenica 21 settembre 2008

Saint Souvenir




Saint Souvenir

di Roby



La settimana scorsa, in occasione della visita di Benedetto XVI a Lourdes, su Rai, Mediaset e affini è stato tutto un fiorire di reportage, documentari, servizi speciali sulla cittadina pirenaica patria di Bernadette e teatro -giusto 150 anni fa- delle famose apparizioni mariane.
Essendo passata anche di là, seppur fuggevolmente, durante le mie recenti vacanze in terra francese, ho fatto zapping selvaggio tra i vari dossiers televisivi proposti, per ripensare quei luoghi, rivedendoli attraverso l'occhio della telecamera.
Ecco quindi la viuzza in cui si trova la casa dei Soubirous... ecco il percorso dei pellegrini, lungo il fiume... ecco il santuario (vero orrore architettonico), la grotta, le candele accese... Insomma, una specie di cartolina "Saluti da Lourdes" formato digitale.
Eppure, che sia o no pura coincidenza, non ho visto riservare nemmeno un'inquadratura alla strada, lunga almeno duecento metri, che dal centro porta alla spianata della basilica. Strano, visto tra l'altro che quello -a quanto ne so- è l'unico accesso ai santi luoghi.


Vorrei perciò colmare tale lacuna informativa, descrivendovi sommariamente la via in questione.

Sui due lati del marciapiede, piuttosto stretto e affollatissimo, si susseguono senza soluzione di continuità esercizi commerciali a tema fisso: souvenirs, ricordini, oggettistica varia ad esclusivo uso e consumo dei turisti -meglio se praticanti, credenti e pellegrini- il cui leit motiv è una curiosa se non addirittura inquietante mescolanza fra fede e businness, fra santini e scontrini fiscali.
Varie botteghe dichiarano apertamente la nazionalità dei gestori, ed alcune esibiscono orgogliosamente grandi insegne con l'avviso "Negozio italiano", quasi che l'appartenenza al paese che ospita la Città del Vaticano garantisca una maggiore qualità dei prodotti.

E vediamoli, dunque, gli articoli venduti in questa specie di outlet del sacro, ordinatamente collocati su chilometri di scaffali, meticolosamente etichettati e premurosamente impacchettati da minute gentili signore, capaci di afferrare al volo le vostre origini, rivolgendovi qualche parola nella vostra lingua madre. Fanno la parte del leone boccette e bottiglie di tutte le forme, di tutte le dimensioni e di tutti i materiali possibili -vetro plastica ceramica metallo- destinate a contenere l'acqua benedetta che sgorga da decine di rubinetti, sul fianco della basilica. Si va dalle ampolline a 50 centesimi alle taniche da 10 litri, sempre e comunque marcate dall'effigie di Bernadette e della Signora che le apparve, come del resto tutto quanto qui religiosamente esposto.


Ci sono rosari di ogni tipo, da quelli in legno d'olivo a quelli d'oro e d'argento, preziosi come monili principeschi, ornati di pietre dure e smalto. Ci sono medaglie medagliette medaglioni ricordo, acquasantiere magnetiche, ombrelli pieghevoli, barometri da parete, scarpette da neonato, penne matite pennarelli, t-shirt da bambino con la scritta -in tutte le lingue- "Mia nonna è stata a Lourdes e mi ha portato questa maglietta". Ci sono foulards, sciarpe, cappellini, bandierine, borsette, e poi portafogli portamonete portaocchiali portacellulare portatutto. Ci sono persino caramelle (di candida purissima menta) dalla scatola delle quali la Madre di Nostro Signore ripete -oggi come nel 1858- "Je suis l'Immaculée Conception".


C'è qualcosa d'irrespirabile, nell'aria che circonda questo posto: e non è soltanto colpa della folla che occupa ogni centimetro cubo all'intorno. Ci si aspetta di vedere comparire all'improvviso Jesus Christ Superstar, pronto a scacciare i mercanti dal tempio... ma non è che un'illusione ottica dovuta al caldo e alla confusione degna dei magazzini generali. Chissà com'era qui, un secolo e mezzo fa, quando Bernadette e le sue compagne camminavano sull'erba a piedi nudi, seguendo il gregge o andando a lavare i panni nel ruscello? Soltanto il belato degli agnelli, e il rumore dell'acqua che scorreva limpida, pochi metri più in là...


Accanto a me, un signore panciuto sta contrattando animatamente l'acquisto di un cero da un metro e mezzo per venti centimetri di diametro, abbellito da Alpha ed Omega giganteschi, messi lì apposta per ammonirci della caducità delle cose materiali. Tra poco il fuochista incaricato, contrassegnato da un fazzoletto giallo al collo, lo accenderà, all'interno dei chioschi adiacenti la santa grotta, davanti a devote genuflessioni e a preghiere mormorate a fior di labbra, nella brezza leggera che viene dal fiume. Qualcuno ascolta, lassù? O il frastuono del mercato è troppo forte?



19 commenti:

Solimano ha detto...

Cara Roby, a parte la frusta della tua lingua, efficace ancor più del solito perché piuttosto sdegnata, diciamocela tutta, la mia domanda è: bisogna scacciare i mercanti dal tempio... o il tempio dai mercanti?
Il business nei santuari c'è sempre stato, a Caravaggio come a Saronno, alle Grazie vicino a Mantova come a Tolentino. Addirittura, oltre al business degli ex voto e delle candele c'era proprio un business molto più vasto, veri e propri mercati di animali, abiti, frutta e vedura, anche armi.
Qual è la differnza? E' che a Saronno, al Sacro Monte di Varallo, a San Luca sopra Bologna, alla Steccata di Parma (che si chiama così perché c'era una staccionata per trattenere i pellegrini), in mezzo a tanta paccottiglia non solo di oggettistica ma anche pittorica, scultorea, architettonica, sorgeva la bellezza perché ci credevano veramente, a partire da quelli che stavano più in alto. La bellezza era lo splendor veritatis.
Oggi, in tutti questi luoghi, domina la bruttezza e trovo appopriato inserire quello che Claudio Sabelli Fioretti ha scritto qualche giorno fa nel suo blog riguardo l'otto per mille:

"La Chiesa si è accorta che i soldi che gli arrivano grazie al perverso meccanismo dell’otto per mille sono in diminuzione. 35 milioni di euro in meno. Mica bruscolini. E commenta: bisogna aumentare la pubblicità che facciamo prima della denuncia dei redditi. Mica dice: diminuiscono le entrate dobbiamo diminuire le uscite. No, dice che bisogna convincere sempre più persone a mollare il quattrino. Mica dice: se aumentano quelli che destinano i soldi alle altre religioni o allo Stato qualcosa sarà sbagliato nella nostra politica. No dice: una bella campagna pubblicitaria convincerà i polli refrattari alle nostre sirene. Mica dice: destinare quasi tutti i soldi alla nostra burocrazia non veicola una buona immagine di noi. Dice: forza, rimbocchiamoci le maniche e riappropriamoci di quei 35 milioni di euro. Sono nostri. (csf)"

Sono loro i primi a non crederci, altro che splendor veritatis. Dopo di che, se appena potrò, andrò ai primi di ottobre sull'isola del lago d'Orta alla pronunzia dei voti perpetui come monaca di clausura della figlia di una coppia amica e so già che mi commuoverò, ma mi indigno per i mercanti che gestiscono il tempio. I piccoli bottegai che affollano quei duecento metri con quegli articoli incredibili, non so se più grotteschi o spassosi, ne sono solo una piccola conseguenza, di cui fanno in modo che la TV non parli, meglio parlare delle processioni aux flambeaux, le chiamano ancora così?

saludos y besos
Solimano

Silvia ha detto...

Ti eleggo guida ufficiale:) Sei molto brava nel descrivere luoghi, sensazioni e genti. I bagni di folla mi mettono a disagio, il tempo dei concerti e delle manifestazioni oceaniche è finito, se poi sono concentrazioni di fedeli dallo sguardo sicuro, allora lo sconcerto è totale. Senza togliere nulla a loro, che rispetto, ma io non appartengo a queta categoria e mi sentirei un pesce fuor d'acqua. Però la fede, la religone, il misticismo e i fenomeni di massa mi affascinano sempre. Bel post:)

Roby ha detto...

Chers amis, la cosa è ancora più grottesca - o scioccante, o incredibile- di quanto sembri, se si considera che le foto che ho allegato al post non le ho scattate io (troppo orripilata per usare la macchina fotografica) bensì le ho tratte da vari siti internet cui ci si può rivolgere per acquistare via e-mail statuette, boccette piene d'acqua (con garanzia di autenticità!!!), caramelle, rosari, ecc...

Rimango perplessa, infastidita, disturbata...

E' vero, anche a Roma in via della Conciliazione ho visto bancarelle e negozi come questi, ma erano più diluiti nello spazio, più prevedibili. Insomma, ci potevano stare, come il chiosco dei souvenir in piazza Duomo a Firenze, dove si vendono anche riproduzioni mignon della torre di Pisa (giuro!!!).

Insomma, il discorso sarebbe lungo. O forse breve. Personalmente, io non me la sento più di dirmi cattolica. Sulla definizione di cristiana sto lavorando. Chissà: vi farò sapere. Ammesso v'interessi...

Roby

Giuliano ha detto...

Cara Roby, quelle tanichette di plastica sono veramente la negazione del divino, anche perché la plastica non l'ha mica creata Nostro Signore, bensì il dottor Giulio Natta (Premio Nobel per il moplen, metà anni '50).

Sull'essere cristiani, beh, c'è il Vangelo. Sull'essere cattolici, ormai si è stabilito che le cose importanti sono due, e cioè: 1) che Dio parla solo il latino 2) che il sacerdote deve voltare le spalle ai fedeli.
In attesa di un altro papa bergamasco, portiamo pazienza...

Silvia ha detto...

Che bell'argomento...E ci sarebbe tanto da dire e da ascoltare. Guardo sempre i servizi che parlano di tutti i Santi e le Madonne che sono diventati oggetto di culto sfegatato per migliaia di fedeli, i sacrifici di viaggi estenuanti, i pellegrinaggi con assoluta devozione e preghiera e anche se mi sento completametne avulsa da quel contesto non possono non rimanere affascinata dal verificare di quanto l'uomo abbia bisogno di credere, di quanto un atto di fede risolve e sistema ogni pena e ogni tortura spicologica e fisica. Perchè nell'espiazione della colpa, nello stare in croce c'è la salvezza.
Voti come monaca di clausura, Solimano? Mi vengono i brividi. Non so se per l'idea che vivrà per sempre fuori dal mondo e mi pare una cosa impossibile o per la pace dell'animo che deve aver raggiunto questa ragazza per compiere un gesto del genere.
Comunque sia, malgrado i brividi, ha tutto il mio rispetto.
Per quanto riguarda il mercato della fede non è una novità per cui non mi stupisco. Ma io, non linciatemi, abolirei qualsiasi gadget di monumenti, statue, dipinti. Trovo assurdo che una Torre di Pisa, il Colosseo o la Tour Eiffel segnino il tempo cambiando di colore, come mi fanno orrore, accendini, magliette, cappellini, ombrelli,candele, piatti, penne, bicchieri che portino un'effige di un tempio, una chiesa, un santo, un divo etc, etc...Piacciono molto però, il problema è mio. Se poi con questo marketing, anzichè promuovere un luogo, si vuole vendere addirittura la fede, bè la chiesa per prima dovrebbe intervenire. Evidentemente ritiene che vada bene così. E ben ci credo. AD Assisi non è molto diverso e a me San Francesco sta pure simpatico e la sua Chiesa è una delle più belle al mondo. Però ad Assisi non trovi un buco dove non appaia S.Francesco che parla con un lupo.
Ci sarebbe da chiedersi se lui sarebbe contento di tutto questo.
Mah!

Roby ha detto...

Il mio problema, in tema di fede, è l'aver studiato (forse) un po' troppo. Il parroco di quand'ero ragazzina diceva: "La fede dev'essere semplice", nel senso che non ci si devono fare troppe domande. Ebbene, a me questo -da una certa età in poi- non è andato più a genio. Già da piccola, a onor del vero, chiesi a mia madre: "Mamma, ma noi come facciamo a sapere che la nostra è la religione GIUSTA?", gettando nel panico la povera donna. Seguì un periodo di crisi mistiche ricorrenti, in cui alternavo timori di inferno perpetuo a fantasie monacali. Per fortuna, con l'arrivo della pubertà il peggio è passato. Di recente, poi, ho scoperto i libri di Piergiorgio Odifreddi, veicolo della sua "crociata" anticattolica. Pur trovandoli un po' eccessivi, non nego di essere rimasta colpita da certe teorie, probabilmente perchè sotto sotto ero già convinta di alcuni punti fondamentali, tipo l'assurdità del celibato per i preti, lo scandalo della Sacra Rota, il culto idolatrico per Santi e Beati, la figura della Madre di Gesù divinizzata solo in un secondo tempo: i fedeli dei primi secoli continuavano ad onorare divinità femminili pagane, in mancanza di una corrispondente cristiana, e così S.Paolo favorì il culto di Maria, novella Dea Madre / Artemide / Iside... Ma il discorso è complesso. E l'ora è tarda. Buonanotte a tutti, cristiani e non...

Roby

PS: e della gondola veneziana in pura plastica, cara Silvia, che ne dici? Fa il paio con i David di finto marmo che pullulano qui da me!

Solimano ha detto...

Apprezzo molto Piergiorgio Odifreddi perché i suoi ragionamenti sono limpidi e razionali. Per quello che riguarda la situazione odierna ha quasi sempre ragione. Basta pensare che qualche centinaio di maschi anziani e celibi pretendono di sdottoreggiare sull'erotismo e in generale sul rapporto uomo-donna. Lo fanno quotidianamente, ci si è abituati e non ci si bada più, ma è completamente ridicolo: alla CEI sono tutti maschi, basterebbe questo.
Quello su cui non sono d'accordo con Odifreddi riguarda la storia di tanti secoli del mito cristiano: come con tutti i miti c'è del pro e del contro, ma non ci sogneremmo mai di prendercela con Afrodite o Apollo per il solo fatto che non sono mai esistiti. Gli uomini -e le donne- per esprimersi avevano solo la religione e l'hanno utilizzata.
Però ho molto rispetto per chi in sincerità e dignità è fedele e praticante, specie quelli che pagano di persona. Riguardo le monache di clausura, hanno delle regole molto interessanti, ad esempio ogni mese, all'interno del convento, cambiano lavoro, la biblotecaria fa la cuciniera e la cuciniera accudisce all'orto, e quella che accudisce all'orto studia la musica e così via. Hanno molte vocazioni, già da diverso tempo, il convento è quasi pieno, e sono molto rigorosi nell'accettazione: quella ragazza che pronuncia i voti sono più di due anni che è in convento. Credo che sia una esperienza totale ma non totalizzante. Mentre credo che molti preti si siano buttati sul sociale perché non vedono alternative: magari non credono più, ma cercano di rendersi utili.
Ognuno faccia come crede.
Per il business, che farci? Evidentemente la gente compra volentieri quegli oggetti, se non non ci sarebbero i negozi. Io semplicemente manterrei un'area di rispetto ad Assisi e in posti del genere: dà veramente fastidio vedere tutto quel ciarpame vicino a San Francesco. Ma a 200 metri di distanza, perché no? Comprino, comprino il PIL sale.

saludos
Solimano

Giuliano ha detto...

Su queste cose, il Vangelo è di una chiarezza sconcertante. E non solo per i mercanti nel Tempio.
Però sono giuste le osservazioni che sono state fatte, non bisogna prendersela con i piccoli commercianti, che in fin dei conti non fanno niente di male. Il problema siamo noi, e una parte grossa del problema - per esempio -è che le alte gerarchie permettano a uno come Borghezio di proclamarsi cristiano senza mai aver preso le distanze da lui e da quelli come lui. Ma questo è un discorsone, ci vorrebbe troppo spazio.

Elena ha detto...

Certo, le taniche di plastica con l'effigie dei santi ricacciano indietro anche la fede più salda, questo è certo. Eppure sono convinta che se le tanichette di plastica fossero accompagnate da autentica convinzione, se ci fosse "buona fede" (sembra uno scherzo), le sopporterei molto meglio. Ma c'è solo marketing e lo sappiamo tutti. Chissà, forse chi compra queste cose è talmente povero di fede che tenta di acquistarla nell'unico modo che conosce, a suon di quattrini. Rapido e poco impegnativo sotto ogni aspetto. Sono andata al Santuario della Verna anni fa, è un luogo dove il divino può essere percepito anche da una persona scettica e continuamente combattuta come me. Poi però anche lì c'è il negozietto... discreto ma c'è. San Francesco, lui, non credo proprio che avrebbe gradito.
Elena

Roby ha detto...

GIULIANO CARISSIMO, AL SOLO LEGGERE IL NOME DI borghezio VENGO COLTA DA MALESSERE DIFFUSO E GENERALIZZATO.... chissà poi perchè...

Sì, forse, se il negozio di souvenir fosse più discreto, disturberebbe meno. Per esempio, all'abbazia di Vallombrosa, poco lontano da Firenze, c'è una specie di spaccio dove i monaci vendono liquori, sciroppi, marmellate e (!) rosari: ma è piccolo, ben inserito nel "corpo" del complesso, e non interferisce col raccoglimento e la preghiera. C'è da dire però che a Vallombrosa -per quanto ne so- non è accaduto alcun miracolo, o perlomeno nessuno rilevante!!!

Che la forza sia con voi!

Roby

Silvia ha detto...

Roby, Guerre stellari in qusto contesto è blasfemia:)DDD
Al mio matrimonio, quelle simpatiche canaglie dei miei amichetti, conoscendo l'amore sconfinato che ho per una certa oggettistica si sono premurati di regalrmi quanto segue:
2 Lampade da tavolo 1 rosa e una azzurra di plastica, a forma di Duomo di Milano, con Madonnina al centro, illuminata, come tutte le guglie, troppo grosse comunque.
1 Damina alta 30 cm. fatta di conchiglie
1 Torre di Pisa altrettanto alta allora di colore blu, segnatempo.
1 Manina di velluto nero che sorreggeva una rosa rossa
1 Gondola lunga 50 cm. con annesso gondoliere che girava su se stessa ed emetteva un suono simile ad un lamento.
Come vedi, non mi manca nulla:) Gli ho sempre giurato che ai loro matrimoni avrei reso il favore, sarà per questo che non si sposato nessuno:)

Roby ha detto...

Silvia, in effetti sono stata incerta fino all'ultimo tra l'esortazione di Obi-Wan-Kenobi a Luke Skywalker e il "Lunga vita e prosperità" dello startrekkiano signor Spock...

...comunque, alla tua collezione di orrendezze manca il grembiule da cucina Made in Florence -riservato ai signori uomini- che riproduce a grandezza "umana" la parte del David di Michelangelo compresa tra il collo e le ginocchia... UNA FINEZZA UNICA!!!!

R.

Habanera ha detto...

Trovo deprimente questo commercio di paccottiglia e l'idea che abbia pure degli acquirenti entusiasti.
Non riesco a riderci su, mi deprimo e basta.
La società regredisce invece di evolversi e la Chiesa, come sempre, se ne compiace.
H.

Solimano ha detto...

E qui si pone un problema fondamentale: buon gusto e cattivo gusto. Naturalmente, occorre muoversi con sano relativismo (altrimenti uno dice che il buon gusto è il suo e il cattivo gusto è quello degli altri), ma qualcosa si può dire. Dietro tutte le bancarelle e i negozi nei pressi dei monumenti e dei musei più celebri, ci vedo l'adozione di una scorciatoia impropria: arrivano e vedono quelle opere di cui tutto il mondo parla, cercano di farsele piacere e di portarsele appresso. La gondola veneziana e la torre pisana diventano la conferma a se stessi che anche loro sono entrati nel club. In fondo lo steso ragionamento vale anche per l'aspetto fideistico, anche lì bisogna far parte di un club, e un cero o un quadretto è un attestato.
E' sempre stato così, non è una roba di oggi se non nel fatto che adesso la gente gira di più.
Riguardo a scacciare i mercanti dal tempio, si può fare, mettiamoli fuori ad almeno duecento metri di distanza, ma sarebbe ora di allontanare dal tempio anche gli scribi e i farisei. Ci sono, ci sono, e fanno più danno...

saludos y besos
Solimano

Massimo Marnetto ha detto...

Abito vicino a San Pietro e mi ricordo che da piccolo rimasi impressionato.

Passando davanti ad un negozio di oggetti sacri feci l'errore di guardare l'immagine di un Cristo che apriva e chiudeva gli occhi, a seconda dell'angolazione da cui l'osservavo.

Ero piccolo e non sapevo nulla di quei banali effetti speciali.

Ma arrivato a casa, dissi con aria miracolata che "Dio mi aveva fatto l'occhiolino".
Mi presi una sberla da mia madre, che mi urlò anche di non scherzare con i santi e di andarmi invece a lavare le mani che era pronto in tavola.
Non c'è niente da fare... o sei un pastorello con la erre moscia, o non ti si fila nessuno.

giulia ha detto...

La prima volta che sono stata a San Pietro sono davvero rimasta impressionata. Ero molto giovane e non capivo come si potesse conciliare la fede con tutto quel commercio. Ora non mi stupisco, ma anche se non sono credente, continuo a pensare che la fede non abbia nulla a che fare con questo. Il commercio però può far uso di tutto, non ha altra regola se non il profitto e allora, perchè stupirsi?

Silvia ha detto...

Concordo con Solimano.
Roby, se ti do un Duomo di Milano, a te la scelta del colore e la gondola, tu mi dai il grembiule? L'ho visto da qualche parte, giuro. Credo in una rivista d'arredamento. Deliziosamente orribile:)DD

Solimano ha detto...

Prendersela col profitto non è bene. Vogliamo tornare a prendercela con l'usura? A quale tasso di interesse diviene peccato capitale, mentre sotto è una normale transazione? Gli Scrovegni, Dante li mette nell'Inferno fra gli usurai, ma negli stessi anni Giotto li rappresenta nella cappella appunto degli Scrovegni mentre offrono la chiesa a Dio. E Santa Maria la Blanca di Toledo era una sinagoga costruita dagli ebrei che finanziavano la Reconquista Cristiana.
Lasciamo che i venditori di cinfrusaglie e carabattole facciano il lor mestiere, visto che c'è chi compra e si può scegliere di non comprare o da chi comprare.
Me la prendo invece coi preti, che ormai in quasi tutte le chiese ti chiedono un euro per due minuti di luce sul quadro, una estorsione bella e buona. Ci pensino le sovrintendenze a piazzare le quattro lampadine con le luci a tempo, che schiacci l'interruttore e dopo due minuti la luce si spegne in automatico. D'altra parte, hanno sempre fatto così, o vogliamo credere che è stato Napoleone a spogliare l'Italia? Fino quasi alla metà del Novecento, gli americani, francesi, inglesi, tedeschi danarosi bastava che si mettessero d'accordo col parroco e la predella ed il polittico partiva per un viaggio senza ritorno. Anche i privati, al punto che nel 1939, in pieno nazionalismo addirittura razziale, lo Studiolo di Gubbio è partito per New York. E meno male, mi verrebbe da dire, perché lo Studiolo di Gubbio in rete è fruibile benissimo, addirittura con il suono degli strumenti antichi rappresentati, mentre lo Studiolo di Urbino (più famoso e che sta ancora ad Urbino) lo è molto meno.
Ma in queste storie c'è un risvolto ironico: la persona del Metropolitan di New York che ha fatto il bel lavoro sullo Studiolo di Gubbio è una donna italiana: in Italia, per Urbino, non l'avrebbero lasciata fare.

saludos
Solimano

Roby ha detto...

Massimo: abitare vicino San Pietro, CHE MERAVIGLIA!!! Lo credo bene che lì Gesù, Maria e tutti i santi fanno l'occhiolino a chi passa...!!!

Silvia: ok per lo scambio, ma mi basta la gondola, non sono tanto venale...!?!?!

Giulia (ed Elena): un saluto affettuoso ed un grazie per essere passate di qui

Habanera: "paccottiglia" rende benissimo l'idea. E poi, mi piace come suona... pac-cot-ti-glia...

Solimano: [:->>>] gemellino caro, quella dello studiolo di Gubbio non la sapevo proprio! Incredible!!!

Giuliano: (comunicazione di servizio) sto indagando. Dammi ancora un po' di tempo...

Roby