domenica 27 maggio 2007

Un grande critico musicale




Un grande critico musicale

di Giuliano



Rimpiango molto il mio vecchio caro gatto siamese, insieme abbiamo passato dei gran bei momenti, ascoltando musica e leggendo. Cioè, io leggevo e scrivevo; lui non so bene cosa facesse mentre ascoltava così intento e assorto Beethoven e Brahms, forse pensava, forse sognava di sue vite passate, chissà (forse perché era nato a Parma?) aveva precisi e raffinatissimi gusti musicali. Non ha mai amato il rock, e il suo interesse per il mio stereo era stato fin lì limitato al moscone che i Pink Floyd avevano messo su Ummagumma, ma solo per il tempo di capire che non era un moscone vero. Ma poi le cose erano cambiate, io avevo cominciato proprio in quegli anni ad ascoltare musica sinfonica e operistica, e quando la puntina scese per la prima volta su quel coro del Nabucco (il primo, “Gli arredi festivi”) il gatto stava facendo con grande piacere quello che quasi tutti i gatti di casa fanno: rincorreva senza sosta una cartina di caramella accartocciata. Durante il gioco, il gatto finì sul mio letto proprio mentre partiva il coro di Verdi: e il micio si fermò di colpo, rimanendo assolutamente immobile per tutta la durata del disco. Ricordo ancora mio padre incuriosito dal comportamento del gatto: avevamo provato a spostarlo con delicatezza, a toccarlo, a far scricchiolare la cartina, ma non c'era niente da fare; ed è da quel giorno che ho avuto il gatto siamese come compagno fedele d'ascolto. Quando trovava la porta della mia stanza chiusa, si metteva seduto con un'espressione così desolata che mia madre apriva e mi chiedeva se non avevo cuore a lasciarlo fuori così; e quando provavo a rimettere il rock il gatto se ne andava a dormire, ma in un'altra stanza, non prima di avermi lanciato un'occhiata di rimprovero e forse anche di disprezzo, perché per lui quella non era musica. Non amava neanche Stravinskij, “La sacre du Printemps” per lui era un'accozzaglia di suoni senza senso; e sicuramente avrebbe amato molto le sinfonie di Bruckner, ma a quell'epoca non lo avevo ancora scoperto (con gli lp da girare ogni venti minuti, ascoltare il fluviale Bruckner non era facile).
Ho detto che andava a dormire, perché da me non dormiva. Un gatto che dorme, si sa, è un gatto stravaccato o appallottolato; invece il mio amico in ascolto era sempre composto, si metteva comodo con le zampine sotto il corpo, in posa quasi da sfinge, immobile e con gli occhi chiusi, ma con le orecchie ben tese e attente, sistemate nella posizione migliore per percepire nel modo migliore il suono che usciva dalle casse dello stereo. E, quando il disco finiva, usciva dal suo samadhi; apriva gli occhi, consentiva ad essere spostato e mi permetteva (mi spingeva?) di alzarmi per cambiare il disco, operazione che oggi con i CD sarebbe evitabile. Dopodiché, tornava nella sua posizione preferita (addosso a me, naturalmente: chi conosce i gatti sa cosa intendo) e riprendeva l'ascolto. Non per questo cessò di inseguire le carte di caramella, o di arrampicarsi sugli alberi quando poteva scendere in giardino: in fin dei conti, era pur sempre un gatto e, si sa, gatti si nasce e non si diventa.

5 commenti:

Giuliano ha detto...

Mo questo qui non è il mio gatto! Era un Siamese, se vuoi le foto te le mando.
Comunque questo qui è un inedito assoluto, per quel che vale:
Io ronfo come un gatto su un'aiuola,
e stravaccato e ben composto al sole
io d'ogni raggio il bel calore godo.
Ahimè, che invidia, ch'io non sono gatto:
io sono uomo, son misero e brutto,
non ho la sua eleganza e il suo candore.
Così, scacciato, misero barbone,
mi siederò davanti a un bel negozio
sperando di veder passar Fortuna.

nikodgb@tin.it

habanera ha detto...

Giuliano, ma certo che voglio le foto autentiche del tuo gatto! Provvedo subito a mandarti una e-mail in proposito.
Non mi intendo molto di gatti, ho sempre avuto solo dei cani ma amo e rispetto moltissimo anche i gatti. Ero convinta di avere postato la foto di un siamese, chiedo venia ai gattofili intenditori.
Bellissima la poesiola inedita, se me ne mandi altre inserisco un post dal titolo "Gli inediti di Giuliano".
Ciao carissimo, buon pomeriggio.

habanera

Giuliano ha detto...

Cara Habanera, le mie poesiole appartengono a un'altra epoca. Una volta avevo dei nipotini qui in casa (nel senso che io sono lo zio). Adesso i nipotini sono alti un metro e novanta, altri bambini non ce ne sono, le rime non mi vengono più...

habanera ha detto...

Giuliano, ecco il tuo gatto in tutto il suo splendore.

Grazie ed a presto.
habanera

Giuliano ha detto...

Era molto piccolo, in questa foto. Sono riuscito a recuperare i colori, ma il muso è davvero nero nero - però i baffi si vedono bene.
Grazie da me e dalla famiglia del gatto (cioè tutti noi).