lunedì 16 giugno 2008

Vita da cana



Vita da cana

di Massimo Marnetto



Io sono una dalmata, anziana (13 anni) ma ancora discretamente arzilla. E quindi, potrei vivere tranquilla e serena la mia vecchiaia, ma purtroppo sono... la cana di Massimo.

Sì, mi ha sempre chiamato cana e non cagna, perché gli sembrava brutto; ma questa è l'unica premura che mi abbia mai usato.

Invece, vado molto più d'accordo con la moglie e le figlie, che spesso mi riservano i grassetti del prosciutto, facendoli scivolare sotto il tavolo con mossa da prestigiatore, senza che il ciccione (Massimo) se ne accorga.

Adesso che si avvicina l'estate, poi, mi toccherà viaggiare schiacciata tra loro, nella vecchia Micra di oltre 10 anni, che le figlie - fin da bambine - chiamavano "gnosa", per poter poi dire tutto d'un fiato al padre: hai la Micra-gnosa!

Ora non vomito più, ma la cosa che mi scoccia sempre è vedere quei due là davanti discutere sulla strada da fare.
Sì perché il ciccione è un "chiedista" - uno che chiederebbe informazioni a tutti - mentre la mia pricipessa (la moglie) è una "non-chiedista". E spesso litigano perché alla fine lei - per farlo contento - abbassa il finestrino e chiede, ma quando poi deve riferire all'equipaggio, farfuglia "... beh, ero troppo agitata e non ho capito niente, ma comunque giriamo qui a destra..."

"Ma come non hai capito... - fa il ciccione - allora la prossima volta mi sporgo e parlo io..." E così continuano per chilometri.

Se le macchie non ce le avessi avute dalla nascita, mi sarebbero venute lo stesso...




8 commenti:

Roby ha detto...

Tutta la mia solidarietà alla moglie non-chiedista!!! Io mi imbarazzo incredibilmente nel domandare informazioni ai passanti (e anche nel darle ai malcapitati che, tratti in inganno dalla mia espressione "aperta", me le chiedono!), cosicchè, dopo, non sono mai capace di riferirle al non-chiedista mio consorte...
...ci riesco un po' meglio (incredibilmente!) solo quando siamo all'estero, in paesi francofoni, perchè l'unica in famiglia a parler francais C'EST MOI!!!!
Saluti alla cana!!!
Roby

Giuliano ha detto...

Però anche cania non sarebbe male, molto cechoviano: Kanya.
Prova un po' a chiederglielo...
(ma davvero sei ingrassato?)

Massimo ha detto...

Roby - Ma che male c'è a chiedere? Pensa che alle volte,quando vedo dei turisti che si girano e rigirano la cartina tra le mani, butto là una frase per chieder loro se hanno bisogno d'informazioni...
Poi, infatti, mi ringraziano con larghi sorrisi e io spero che si riportino a casa un'idea d'Italia dove c'è gente gentile (ho il senso del brand equity...)

Giuliano - Cania non è male, ma il rischio è che poi quella si monti la testa. Già mi tratta con sufficienza, se poi si sente pure "sanpietroberghese" non campo più. (no, non sono grassissimo; diciamo 75 Kg + iva..)

Solimano ha detto...

Quando vado in giro a piedi per le città, io sono un chiedista scatenato. E' molto meno triste chiedere che sfogliare guide, piantine etc. Poi si capisce com'è la gente, compresi quelli che scantonano.
Ma c'è il contrappasso: ogni mattina, andando all'edicola o dal fornaio o al supermercato, mi si affianca almeno una macchina che poi si ferma e mi chiedono le cose più strane, di vede che ho l'aria competente o l'aria di uno a cui si può rompere impunemente.
Ma la cosa più bella mi è successa per due volte ad Hannover: guardavo la piantina per strada per capire dov'ero e si ferma una donna tedesca a darmi consulenza gratuita, non in tedesco ma in inglese. Il giorno dopo è successo ancora, con un'altra donna, un po' più giovane.
In compenso, sempre ad Hannover, non avevo capito l'andamento delle piste ciclabili (ce ne sono quasi dappertutto, belle larghe) e ci camminavo dentro. Urla disumane dei ciclisti tedeschi nelle recchie. Al terzo urlo ho capito, e avrei voluto prendermi una bicicletta a noleggio.

saludos
Solimano

Giuliano ha detto...

L'argomento chiedismo è interessante... Chiedo scusa alla cana (anzi alla Cana) e metto due miei piccoli ricordi.
1) poche settimane fa un camionista giovane mi chiede indicazione su una ditta famosa qui vicino. Gli dico: è qui vicino, sulla via parallela a questa, devi solo svoltare a sinistra là in fondo. Poi lo guardo meglio e gli chiedo: "ma lo sai cosa vuol dire parallele?" Lui ringrazia mi guarda, ride e mi dice: "Sì, sì, lo so."
2) Anni fa, nel viterbese. Una strada di campagna, pecore. Io mi fermo, non si sa mai. Da dietro arriva uno del posto, guarda la targa, tira giù il finestrino (con la manovella, siamo nel 1989) e mi dice: "Daje che se scànseno." In perfetto stile da film di Manfredi, con molta calma e un po' di compatimento verso questo qua del Nord.

Massimo ha detto...

La cosa più incredibile è l'indicazione con lo sbaglio incorporato.
Tipo: "Sempre dritto, poi gira 300 metri prima del ponte"
Cioè quando arrivi al ponte, già hai sbagliato di 300 metri.

Giuliano ha detto...

Una cosa che io faccio quasi sempre: "Giri a sinistra" indicato col braccio destro che indica a destra (e viceversa).
Ma poi io le strade non me le ricordo neanche se le faccio il giorno dopo, perché vengono sempre da me?

mazapegul ha detto...

A quelli che arrivano a Bologna a casa mia dico: "La mia e' la viuzza seminascosta appena prima del semaforo sull'Emilia. Non vi preoccupate: la mancherete e arriverete al semaforo. Fate inversione al primo punto sicuro e seguite la procedura al contrario."
Maz
PS Un luogo comune (antipatico) e' che siano sempre le mogli quelle chidiste, e i mariti non-chiedisti, perche' la nostra origine cacciatrice ha imposto ai maschi un miglior senso dell'orientamento. Mi fa piacere che tu, Massimo, abbia smentito questo pregiudizio.