giovedì 15 maggio 2008

Tempo




TEMPO

di Roby




Luca Barbareschi, fresco deputato PdL in Parlamento, in una recente intervista su La7 raccontava, con la scioltezza che lo contraddistingue -in palcoscenico come a Montecitorio- la sua giornata-tipo, dalle 6 di mattina alle 10 di sera. Lo schema era più o meno questo:


  • ore 6-7.30: il nostro, dopo le consuete abluzioni mattutine, si dedica ad occupazioni di genere salutistico, come jogging, footing, stretching ed altra roba che finisce con -ing

  • dalle 7.30 per circa 3 (tre) ore il nostro ha tempo a disposizione per leggere, telefonare, relazionarsi col suo prossimo, rilassarsi, passeggiare, fare shopping ecc.

  • 3 (tre) ore dopo le 7.30, ossia (presumo) intorno alle 10,30, il nostro inizia la sua giornata lavorativa (sic), all'interno (ritengo) del Parlamento o nei suoi dintorni

  • ore 18: memore di ciò che diceva (cito a memoria) Churchill, il nostro conclude improrogabilmente il suo orario lavorativo

  • ore 18-18.30: cena ("perchè mi piace mangiare presto")

  • ore 18.30-22: tempo a disposizione per distrazioni e piaceri di qualsiasi tipo, dall'attività sessuale (sic) allo stare con i figli, dal cinema al teatro al ritrovarsi con gli amici.

  • ore 22-6: 8 (otto) ore di buon sonno ristoratore



  • Barbareschi, esponendo quanto sopra, aveva quell'arietta fra l'ironico e il didattico che spesso gli è propria, ragion per cui non si capiva bene se intendeva prendere amabilmente in giro l'uditorio virtuale o ammaestrarlo su come impiegare al meglio il proprio tempo.

    Ora, io sono quasi sicura che molti, per non dire tutti, fra voi suddivideranno le 24 ore a disposizione in modo pressochè simile a quello di Luca, ricavandone indubbi vantaggi di carattere psico-fisico. Volete mettere, avere 3 (tre) ore a disposizione fra le 7.30 e le 10.30 per leggersi e rileggersi la pagina culturale di una mezza dozzina di quotidiani, o per scegliere e ordinare il tipo e la quantità di fiori da inviare alla propria moglie, o amante, o figlia, o mamma, o nonna o zia nel fausto giorno del loro compleanno, onomastico, festa nazionale o simili?
    Oppure consumare, poco dopo le 18, una cenetta leggera ma sostanziosa accuratamente preparata, con competenza e fantasia, dal domestico (filippino, cingalese, italiano o sanmarinese che sia) che ormai quasi tutti hanno a casa?

    Ebbene, il presente post è la confessione, lucida e consapevole, da parte della soprascritta, circa la sua assoluta incapacità -vuoi per personale inadeguatezza, vuoi per infelici circostanze di forza maggiore- di organizzare il tempo in modo così funzionale ed illuminato; ed è altresì la richiesta accorata di aiuto rivolta (a Barbareschi e a voi tutti) affinchè le venga offerto soccorso nella ricerca del giusto metodo per raggiungere migliori risultati in proposito.




    A tale scopo, ecco qui di seguito il riassunto di quella che è la giornata-tipo di Roby, redatto in modo da non risultare troppo impressionante per le persone particolarmente sensibili:


  • ore 6.20.00: suona la sveglia, circa 70 minuti prima dell'orario di partenza dell'ultimo autobus utile per non arrivare in ritardo in ufficio


  • ore 6.20.05: Roby spegne la sveglia, borbotta qualcosa d'incomprensibile e si gira dall'altra parte


  • ore 6.45: il consorte di Roby le dà un pizzicotto neppure troppo cortese e, avviandosi verso la stanza da bagno, le ricorda: "Se non ti alzi subito, fai tardi!"


  • ore 6.50: il consorte di Roby (più veloce di Speedy Gonzales) rientrando dalla stanza da bagno e reiterando il pizzicotto le ripete: "Se non ti alzi subito..."


  • ore 6.51: Roby emerge dalle lenzuola disfatte, lamentandosi come una martire del suo triste destino


  • ore 6.51.15: Roby entra nella stanza da bagno... anzi no, perchè essa è attualmente occupata dalla figlia, studentessa quasi maturanda, impegnata a lisciarsi i capelli con la piastra elettrica e contemporaneamente a depilarsi le sopracciglia, in un insieme plastico davvero ben riuscito


  • (omissis)


  • ore 7.35: Roby riesce ad agguantare al volo l'autobus che la scaricherà nel centro storico giusto quando le campane del Duomo suoneranno le 8 (ora in cui Roby stessa dovrebbe fare il suo ingresso in ufficio)


  • ore 8.07: Roby, senza fiato, scarmigliata, con la giacca abbottonata male ed un solo orecchino (oddio, dove sarà finito l'altro?) entra nel luogo di lavoro, sotto lo sguardo fulminante del suo capo





  • ore 8.08-13.58: normale orario lavorativo, serenamente trascorso fra le consuete inca**ature tra colleghi, le annose beghe con i superiori, le inenarrabili lamentele degli utenti, le proditorie sparizioni di documenti vitali e gli improvvisi ritrovamenti di altri -ritenuti irreparabilmente perduti- ormai inutili perchè già rifatti da tempo


  • ore 13.59: proprio mentre Roby sta per avviarsi all'uscita (nel frattempo -accidenti!- è scomparso anche l'orecchino superstite) dalla stanza del capo giunge il temuto richiamo: "Senti un po', ma com'è che non riesco a visualizzare il report dell'ultima ricerca che ti avevo detto di fare? L'hai cancellato per errore? L'hai spostato in un'altra cartella? VIENI UN ATTIMO QUI, PER FAVORE!!!"


  • ore 14.35 (quando va bene): Roby, il cui aspetto ha ormai ben poco di umano, guadagna a fatica la porta e si appresta al percorso di guerra che -nel traffico cittadino di punta- la ricondurrà a casa a pomeriggio ormai inoltrato


  • (omissis -che comprende fra l'altro un paio di attività secondarie come mangiare, bere e fare uso dei servizi igienici)


  • ore 16.45: Roby intenderebbe dedicarsi ad occupazioni domestiche, nelle quali per altro non eccelle, quali stiratura, lavatura, allestimento di pasti, ecc., ma ne viene dissuasa dalla figlia, che dichiara perentoria: "Fra 5 minuti vengono qui la Vale, la Yle, la Giusy e la Jenny: NON VORRAI METTERTI A FAR LE FACCENDE ORA, VERO? Ci serve il tavolo del tinello per studiare, e il computer in camera per le ricerche, e i fornelli per farci il thè..."




  • ore 16.50-19.30: Roby trascorre il tempo in parte confinata nella camera da letto matrimoniale che costituisce la quarta stanza (dopo bagno, cucina-tinello e cameretta) della sua vasta dimora, in parte nel centro commerciale più vicino per "fare un po' di spesa"... col risultato di tornare carica di cose inutili se non addirittura dannose, come ciambelle ripiene al cioccolato, wafer con doppia farcitura, patatine aromatizzate alla paprika e così via. Neppure l'ombra, ahimè, del sapone intimo che manca in bagno da almeno tre giorni, nè del pane a lievitazione naturale che tanto piace al suo consorte!


  • (omissis: inopportuno, infatti, descrivere la preparazione della cena, non sapendo esattamente quanto ciascuno di voi sia forte di stomaco; nè tantomeno riportare le operazioni di sparecchiatura e di inserimento dei piatti in lavastoviglie, fonti di ripetuto turpiloquio da parte della scrivente)


  • ore 21.40-23.55: visione dei programmi tv, o meglio di quelli concessi una volta accondisceso ai desideri televisivi di consorte e figlia (pur dotata di televisore in camera); in alternativa, lettura di un tranquillo libro giallo di Agatha Christie o di Georges Simenon - certo assai meno emozionante della giornata che sta volgendo al termine- o navigazione in internet, bordesan bordesando fra l'uno e l'altro dei porti preferiti


  • ore 23.55.05: Roby entra in bagno per le consuete operazioni di toilette serale, indispensabili ad evitare che il suo aspetto ricordi molto da vicino quello di Rita Levi Montalcini senza trucco


  • ore 00.38.15: Roby s'infila, finalmente, tra le coltri, a fianco del legittimo coniuge... e lì si addormenta beata, in attesa che -alle 6.20 del mattino dopo- la sveglia torni a suonare, invitandola ad iniziare una nuova, radiosa, proficua, rilassante giornata-tipo di impegno sul lavoro e di svago in famiglia.


  • L'antica meridiana di Calafuria


    16 commenti:

    gardenia ha detto...

    hai avuto, finalmente, la "radiosa" meriatta giornata?
    g*

    Anonimo ha detto...

    gardenia, ovvero
    http://curiosa.splinder.com

    Giuliano ha detto...

    Beh, spero almeno che Barbarewski ripeta le abluzioni dopo aver fatto footing e jogging...
    E che mi dici della giornata di Mara Carfagna? Essendo Ministro della Repubblica, chissà quanti impegni onerosi.
    Ce ne sarebbero di cose da dire...
    (occhio che se timbri ancora in ritardo il severissimo et impegnatissimo Ministro Brunetta ti classifica tra i fannulloni!)

    Roby ha detto...

    Gardenia: grazie per la visita, e grazie anche per l'interessamento. Ebbene sì, la mia giornata di oggi (per ora) non è andata tanto male, tutto sommato... non peggio del solito, in definitiva!

    Giuliano: ooops! E adesso? Confessare la mia attitudine al ritardo cronico è stata un'imperdonabile leggerezza... OVVIAMENTE, si trattava SOLO di una licenza poetica, atta ad enfatizzare il racconto (!)...

    [:->>>]

    R.

    Solimano ha detto...

    Sei messa male, Roby. La civiltà umana non è nata dal lvoro, ma dal tempo libero: sul fiume Giallo, sull'Eufrate, sul Nilo fruivano delle periodiche piene e inondazioni e si trovavano non affamati, ma con lo stomaco pieno.
    Che fare, per strutturare il tempo? Ci sarebbe stato da spararsi, ma le pistole non le avevano ancora inventate (neppure le parole crociate...), quindi si misero a fare una serie di stupidate: guardare i tronchi rotolare (la ruota) e l'acqua corrente dei torrenti (il mulino), inventare storie, non passare subito a vie di fatto con forosette o bellimbusti, ma fare il giro lungo, creandosi quindi dei problemi da risolvere. Ad essere attivi, insomma, senza andare a bottega.
    Quindi ha ragione il Barbaresco d'annata, che visto quel che passa il convento non è malaccio, almeno non fa finta di essere un superimpegnato come tanti lazzaroni che ho conosciuto sul lavoro, che in genere avevano due scrivanie in due uffici diversi per avere la scusa buona per non esserci in nessuna delle due. Quindi, Roby, ti tocca di fare una cosa che hai sempre evitato come la peste: arricchire! Però li ho visti, quelli che andavano avanti a rognare perché non avevano sufficiente tempo libero. Quando rimasero a casa senza problemi economici, tutti a darsi da fare in attività assurde pur di non trovarsi di fronte a dieci minuti destrutturati.
    E li vedi anche sul tuo lavoro, Roby, ce lo puoi dire: dove lavori tu c'è sicuramente qualcuno che allunga il brodo, che un lavoro che potrebbe fare in mezz'ora ci mette una settimana. Il primo motivo è che così i lavori in sospeso li rifilano a Roby, che sicuramente se li prende, ma non solo: se uno ci mette solo mezz'ora, la volta successiva, con lo stesso lavoro, non può più dire che ci vuole una settimana. E Roby paga il conto. Non hai in vista qualche pensionamento precoce che ti darebbero una pensione doppia dello stipendio? Oppure il matrimonio di tua figlia: se sposasse il Conte de' Vigna Stellutis (lo so che se la sogna tutte le notti), la suocera di desso Conte dovrebbe avere almeno una cameriera ed una cuoca a disposizione. Ma sai quel è la verità, la cruda verità? A te di fondo piace il "Soffri e sii grande!" del Conte Alessandro Manzoni, però non prendertela col Barbaresco d'annata.

    saludos y besos
    Solimano
    P.S. Sapete qual è una delle tante virtù di Roby scrittrice? In questo brano, che è uno dei suoi più belli che ho letto (e sì che di belli ne ha scritti), Roby non cade nelle carinerie, che sono una furba scorciatoia delle femminucce e dei maschietti, ma scrive di forza, allegra ma forte.

    mazapegul ha detto...

    Ebbene sì, caro Solimano. Roby innesta su un'arida struttra sarda una salace scrittura fiorentina, con tanta sensibilità tutta sua che ricopre il terreno di humus. Una prosa mediterranea: elicriso, tarassaco, oleandro, acanto (e limoni).
    Questo post lo incornicio. (La mia giornata tipo è assai più oblomoviana. Suggerimento: perchè non scrivere una serie in cui ognuno narra la sua giornata tipo?).
    Ciao, Màz

    Roby ha detto...

    Maz, di elicrisi e acanti me ne hanno regalati a bizzeffe, ma il tarassaco nessuno lo aveva mai tirato in ballo parlando della mia prosa! Grazie! Deliziosa immagine! Sapessi quanti ne ho incorniciati, io, di tuoi post!!!

    E poi Solimano che mi dice che scrivo di forza: ohibò, a questo mica avevo pensato... Io -quando "mi viene"- accendo il pc, comincio a digitare sulla tastiera e via così, fino all'epilogo. Resta per me un piccolo mistero assistere alla nascita del "pezzo", portarlo avanti, concluderlo e poi limarlo qua e là, fino a ritenere che -tutto sommato- "suona bene " così.

    Baci, abbracci, carta-da-musica e un bicchiere di Chianti a tutti!

    R.

    PS: Sol, scusa, ma... quand'è che sei venuto a curiosare -sotto mentite spoglie- nel mio ufficio, vista la competenza con cui ne parli???

    semaitorni ha detto...

    sai roby che mi hai fatto arrabbiare?
    abbiamo orari e cose diverse da fare, io per esempio vado a letto un'ora prima che a te suoni la sveglia, ma vedi roby, il tempo, il lavoro, la vita: c'è gente che sta peggio e peggio di noi.
    forse io m'arrabbio perché ricordo la fabbrica, quando avevo vent'anni.
    sveglia alle 5, sirena assordante alle 5 e 55, fumi e rumori rumori e fumi e il freddo. quando accendevo una sigaretta col cerino gustavo il calore sulla mano.
    ma il punto è, cara roby, è, dicevo, che non è solo barbareschi.
    c'è uno stuolo di intellettuali e di politici che non capisce che c'è gente senza tempo.
    con una qualità della vita da schifo. ed è peggio, oggi, di quando avevo vent'anni. i nuovi poveri, almeno qui da me, nel ricco nord, vivono sognando e guardando le reti fininvest. ma io un sindacalista davanti a una cooperativa comunque non l'ho visto.
    e chiedo scusa per la foga e se l'ho messo sul politico.
    hanno ragione, comunque: ben scritto.
    e un saluto a tutti, qui.

    semaitorni ha detto...

    semaitorni sarebbe remo b.

    Roby ha detto...

    Remo carissimo,
    è ovvio -l'hai capito anche tu- che il mio tono era ironico, e che volutamente non ho approfondito la questione come invece hai fatto (e bene) tu. Il fatto è che le parole di Barbareschi mi hanno fatto davvero inca**are, proprio per i motivi che dici tu, e che sulle prime intendevo scrivere qualcosa di molto più duro: ma la mia natura fondamentalmente lieve e giocosa me l'ha impedito...
    Ho avuto giornate ben più tremende di quella che qui descrivo, non per motivi lavorativi ma familiari: ed anche in quell'ambito, te l'assicuro, ci sono sirene che suonando ti lacerano dentro, nel profondo, e che -per quanto ti sforzi- non scorderai mai più.

    Baci, e grazie infinite della visita!!!!!

    Roby

    Giuliano ha detto...

    Cara Roby, e dunque anche tu sei una seguace del rev. Dodgson, alias Lewis Carroll: "comincia dall'inizio, poi vai avanti e quando arrivi alla fine smetti." Sono i suoi consigli su come raccontare una storia (molto malamente riassunti a memoria), in "Alice" (il Gatto, se non sbaglio).

    Caro Solimano, Barbarewskij? Quel Barbarewskij là? Quando vedo Luca Barbareschi, la mia mano corre velocissima al telecomando.

    sabrinamanca ha detto...

    Qualche giorno fa ho fatto un lungo viaggio in macchina, circa sette ore nelle quali non ho guidato e avevo nel sedile accanto, tre, dico, tre settimanali di cultura, satira e politica. Mia figlia, di fianco, dormiva oppure blaterava qualcosa di insensato mentre succhiava disperatamente una custodia di telefonino (trovata per terra e adottata dalla suddetta per la fine fattura in cuoio).
    Ho letto tutti e tre i giornali, dall'editoriale all'ultima pagina: una delizia!!!
    Gli altri giorni sono simili ai tuoi, nel ritmo se non nelle azioni.

    Roby ha detto...

    Giuliano-Stregatto: certo che sì, a proposito degli insegnamenti di Dodgson-Carroll!!!!! E riguardo a Barbareschi e al telecomando: io uguale a te... a parte nella fiction TV "Nebbie e delitti", dove (accidenti, lo confesso!) mi garbava di molto!

    Gentile Sabrina, che goduria tre giornali e tante ore a disposizione per approfittarne! Complimenti alla figlia per il buon gusto nello scegliersi gli oggetti da usare come coperta-di-linus: la mia si limitava a togliersi una scarpa e a masticarne i legacci... ma 'sti poveri bambini dovranno pur ingannare il tempo nei lunghi viaggi in auto, no???? A ri-leggerci presto, quando ti va!

    Roby

    Giuliano ha detto...

    Cara Roby, pensandoci bene, è come quando si accarezza il gatto (la gatta).
    Da bambini mi dicevano: "sai perché il gatto alza la coda quando lo accarezzi? per avvertirti che il gatto (la gatta) è finito."
    E' il metodo migliore, ma mica tutti fanno così. Lo segue alla grande Stevenson, Sterne e Gadda mica tanto, l'Ariosto men che meno...
    Però di gatti contenti ne han trovati tanti lo stesso.

    Solimano ha detto...

    Per me, Domenico De Masi non è un utopista ma dice cose vere. Nel suo libro "Il futuro del lavoro" sostiene che il futuro sarà sempre più tempo libero, anche se le stanno cercando tutte per inventare lavori farlocchi. Sì, uno dice, e come si mangia? Oggi, dal punto di vista della tecnologia, sarebbe possibile su questo pianeta assicurare acqua, cibo, casa ed aria a tutti. Esistono oggi più ricercatori in vita della somma di tutti i ricercatori che ci sono stati e non ci sono più. Etc etc Altrimenti sempre meno avranno di più e dovranno spendere un fottìo di soldi per difendersi da quelli che hanno poco o nulla. Non è un discorso politico, è un discorso di come si fa ad arrivare allo zoccolo duro per tutti, già oggi tecnologicamente possibile.
    E la tecnologia alla fine vince, secondo me in trent'anni ci si arriva, peccato non esserci.
    E che si farà? Tutte quelle belle cose che il lavoro inteso come necessità oggi impedisce di fare.
    E poi, tanta convivialità, che è bello. Occorrerà un accordo bipartisan per cambiare la Costituzione: L'Italia è una Repubblica fondata sul Tempo Libero.

    saludos
    Solimano

    Habanera ha detto...

    Roby, la tua natura fondamentalmente lieve e giocosa è anche la tua forza, quella che ti permette di equilibrare la tua estrema sensibilità.
    Resta come sei. Noi, che ti conosciamo, ti amiamo così.
    H.
    P.S. Post veramente da incorniciare, come dice Màz.