sabato 23 giugno 2007

Mani


Judith Leyster: La serenata (particolare)


Mani

di Clelia Mazzini


376. Mi dicesti: "Non mi è rimasto che il tempo, dove sono bruciati tutti i miei amori". Era un punto solo, appena, ma bastava per rompere gli specchi, per elargirti un futuro che non avevi, che non volevi.
Azzurri, gli occhi, e azzurro anche il cuore, ma le tue ciglia erano una barriera insormontabile, uno sbarramento fitto di sentimenti e ragioni, utile - forse - a preservare il tuo io, da quel silenzio profondo a cui stavi andando incontro.
"Perdonami" e con una sola mano risolvesti un enigma vecchio di secoli.
Li ho ricordati dopo così tanto tempo, e dopo un repentino risveglio, quello sguardo e quella mano che accompagnarono il tuo viaggio, il tuo coraggio.
"Voglio che tu sappia..." mi dicesti poi con la voce di un vecchio giovane, con la modulazione del pazzo che sa bene cosa dice. Ma le tue parole si ruppero sul frangivento del destino. E lì rimasero, appese, come la sera che stava per arrivare, sola, in un cuneo di vento.
Uscii sfinita ma contenta, in fondo la vita mi aveva passato il tuo testimone, tutto tempestato di sogni, pronto a restituirmi di te ogni profumo, ogni gesto, ogni più utile persuasione.
E queste, in fondo, sono le tue parole, sulle quali io ho versato soltanto l'inchiostro dell'amore.

377. …dove io non ricevo alcun resto / in vita spicciola dall’esistenza, / ma segno solo ciò che spendo, / e spendo, / tutto quello che conosco.
[Vladimir V. Majakovskij]

Da Akatalepsia

2 commenti:

Solimano ha detto...

Habanera, questo splendido brano di Clelia mi ha fatto anche pensare a come si sta in rete.
Perché, al di là di una festosità e di una disinvoltura di facciata, prevale una cautela stucchevole, in cui le persone mettono poco di sé e quel poco è ad usum delphini, cioè liofilizzato o avvolto di sgradevoli profumazioni.
Sono convinto che occorre trovare il modo di mostrarsi, di dire di sé (è l'unico argomento di cui abbiamo esperienza, se non conoscenza), ma sono anche convinto che certe cose sono assolutamente indicibili non per timore di reazioni altrui, ma perché dicendo le svilisci e snaturi.
Credo che occorra accorgersi di una cosa semplice: che se si trova il modo giusto, più si dicono cose più cresce la spazio di quello che non si dice. Una strana matematica che non si muove tra cautela e sbraco, ma tra generosità e serietà. Come un tiglio che malgrado l'intervento del giardiniere continua a gettare polloni proprio da dove il tronco scompare sotto terra. Se si è fatti così (se ci si è costruiti così) si può dire molto accrescendo il non detto ed aiutando chi ascolta con esperienze vere, non svilite sall'essere dichiarate. Occorre molta serietà e molta capacità di reggere alla sofferenza, una flessibilità a suo modo orgogliosa.
Non esiste più, allora, la cosiddetta vita virtuale (una vita da gonzi)ma irrompe, però educatamente, la vita reale di quell'anno, quel giorno, quell'ora. Può esserci qualcuno che se ne accoge, magari tacendo (proprio perché se ne accorge) può non esserci, ma l'azione appropriata è compiuta. Il confine fra il detto è il non detto non è difficile se, e soltanto se, c'è veramente qualcosa da dire e da non dire. Credo che anche quelli abituati a frequentare la rete inseguendo banalità prima o poi se ne accorgano, quando si incontrano con la generosità coraggiosa, e comunque, anche volendo, non possono fare del male, di fronte ad una forza simile.
E dopo questa lunga e spero non noiosa concione, ti auguro una buona serata. Nel blog del cinema stiamo tutti scoprendo la possibilità di mettere due immagini per ogni post con lo stesso entusiasmo in cui in certe sperdute contrade scoprirono il sapone al tempo dei Mille (ma questa forse è solo una maliziosa leggenda padana).

saludos
Solimano

habanera ha detto...

Le tue parole, Solimano, esprimono esattamente tutto ciò che provo quando leggo Clelia...
Lì, nel suo Akatalepsia, che è ormai un appuntamento irrinunciabile e quotidiano per me.
Ma di tutto questo, ed anche degli spunti che mi hai dato con il tuo ultimo intervento "Splendori e miserie dei blog", parlerò in un mio prossimo post.

Ciao e grazie!
habanera