domenica 4 ottobre 2009

Jacques Prévert: Barbara


Le Baiser de l'Hôtel de Ville
Robert Doisneau, 1950


Ricordati Barbara
Pioveva senza sosta quel giorno su Brest
E tu camminavi sorridente
Serena rapita grondante
Sotto la pioggia
Ricordati Barbara
Come pioveva su Brest
E io ti ho incontrata a rue de Siam
Tu sorridevi
Ed anch’io sorridevo
Ricordati Barbara
Tu che io non conoscevo
Tu che non mi conoscevi
Ricordati quel giorno ad ogni costo
Non lo dimenticare
Un uomo s’era rifugiato sotto un portico
E ha gridato il tuo nome
Barbara
E sei corsa verso di lui sotto la pioggia
Grondante rapita rasserenata
E ti sei gettata tra le sue braccia
Ricordati questo Barbara
E non mi rimproverare di darti del tu
lo dico tu a tutti quelli che amo
Anche se una sola volta li ho veduti
Io dico tu a tutti quelli che si amano
Anche se non li conosco
Ricordati Barbara
Non dimenticare
Questa pioggia buona e felice
sul tuo volto felice
Su questa città felice
Questa pioggia sul mare
Sull’arsenale
Sul battello d’Ouessant
Oh Barbara
Che coglionata la guerra
Che ne è di te ora
Sotto questa pioggia di ferro
Di fuoco d’acciaio di sangue
E l’uomo che ti stringeva tra le braccia
Amorosamente
è morto disperso o è ancora vivo
Oh Barbara
Piove senza sosta su Brest
Come pioveva allora
Ma non è più la stessa cosa e tutto è crollato
E’ una pioggia di lutti terribili e desolata
Non c’è nemmeno più la tempesta
Di ferro d’acciaio e di sangue
Soltanto di nuvole
Che crepano come cani
Come i cani che spariscono
Sul filo dell’acqua a Brest
E vanno ad imputridire lontano
Lontano molto lontano da Brest
Dove non vi è piú nulla.
(Jacques Prévert)



Rappelle-toi Barbara
Il pleuvait sans cesse sur Brest ce jour-là
Et tu marchais souriante
Épanouie ravie ruisselante
Sous la pluie
Rappelle-toi Barabara
Il pleuvait sans cesse sur Brest
Et je t'ai croisée rue de Siam
Tu souriais
Et moi je souriais de même
Rappelle-toi Barbara
Toi que je ne connaissais pas
Toi qui ne me connaissais pas
Rappelle-toi
Rappelle-toi quand même jour-là
N'oublie pas
Un homme sous un porche s'abritait
Et il a crié ton nom
Barbara
Et tu as couru vers lui sous la pluie
Ruisselante ravie épanouie
Et tu t'es jetée dans ses bras
Rappelle-toi cela Barbara
Et ne m'en veux pas si je te tutoie
Je dis tu à tous ceux que j'aime
Même si je ne les ai vus qu'une seule fois
Je dis tu à tous ceux qui s'aiment
Même si je ne les connais pas
Rappelle-toi Barbara
N'oublie pas
Cette pluie sage et heureuse
Sur ton visage heureux
Sur cette ville heureuse
Cette pluie sur la mer
Sur l'arsenal
Sur le bateau d'Ouessant
Oh Barbara
Quelle connerie la guerre
Qu'es-tu devenue maintenant
Sous cette pluie de fer
De feu d'acier de sang
Et celui qui te serrait dans ses bras
Amoureusement
Est-il mort disparu ou bien encore vivant
Oh Barbara
Il pleut sans cesse sur Brest
Comme il pleuvait avant
Mais ce n'est plus pareil et tout est abimé
C'est une pluie de deuil terrible et désolée
Ce n'est même plus l'orage
De fer d'acier de sang
Tout simplement des nuages
Qui crèvent comme des chiens
Des chiens qui disparaissent
Au fil de l'eau sur Brest
Et vont pourrir au loin
Au loin très loin de Brest
Dont il ne reste rien.

Le Manege de Monsieur Barre
Robert Doisneau, 1955

6 commenti:

Solimano ha detto...

Habanera, avevo letto il tuo commento su Stanze all'aria riguardo la tua salute. Spero che lo sciroppino che hai citato abbia fatto il suo buon effetto e che lo schiacciasassi metaforico sia stato rinchiuso in garage.

Riguardo Jacques Prévert, gli ho dedicato un post su Abbracci e pop corn in cui ho inserito il celebre cet amour a cui tu hai aggiunto nei commenti la traduzione italiana.
Pur continuando ad ammirare la sua capacità rapinosa di coinvolgimento, oggi lo trovo un po' datato: questi amori così sublimi che alla fine capitombolano autodistruggendosi, questo abbinamento amore-morte, mi fa pensare ad un grande libro oggi poco letto: "L'amour et l'Occident" di Denis de Rougemont in cui si dimostra come questa modalità nasce con i trovatori e con l'eresia càtara e prosegua nei secoli sino al Tristano e Isotta di Richard Wagner. In amore, ad esempio, si sorride, si ride, si vive la quotidianità, non si indossa sempre l'abito delle feste o dei funerali. Ma il perverso mito trobadorico continuerà ad inflazionare le gazzette e le riviste, col bel risultato che se non si soffre non è amore vero etc etc. Qualche cosetta al riguardo l'ho raccontata nelle mie "Confessioni di un poeta finto" che ho pubblicato qui da te. Ironizzo ed autoironizzo, ma mi è toccato di pagare un pegno pesante a questi trovatori di otto secoli fa.

grazie e saluti, Habanera
Solimano

zena ha detto...

Cara Haba, mi associo a Solimano: 'ste tossi facciamole sparire, lasciamole all'inverno, alla nebbia e al ghiaccio, sennò si montano la testa e credono di essere onnipotenti.

Leggo con tenerezza Prévert e mi lascio prendere dal suo mulinello di parole che, nella musica, levigano dolori, abbandoni, distacchi: ritrovo la mia adolescenza, i baci sulle porte della notte, gli uccelli lira che portano lontano i pensieri, la madre che fa il lavoro a maglia, il figlio in guerra,i re che non sanno contare fino a venti, questo amore fragile e meraviglioso...

Adoravo Prévert.

Poi altre cose, altri modi, altre parole hanno preso e prendono testa/cuore, ma è bello saper risvegliare chi ci ha insinuato la propensione alla lettura della poesia.
Grazie e saluti d'affetto.
z.

Giulia ha detto...

Cara Habanera, sono stata un po' assente in questo periodo e me ne scuso.

Prevert è stato uno degli amori della mia giovinezza e rileggerlo dà anche a me molta tenerezza. Ricordo che era stata una mia amica a farmelo scoprire e, appena ho avuto i soldi, sono corsa a compare un suo libro e me lo tenevo sempre vicino. Quindi, grazie.

Mi dispiace tu non stia tanto bene. Spero che presto la tua salute migliori.
Ti mando un abbraccio

Solimano ha detto...

Habanera, bella la suddivisione che hai fatto sulla destra fra Autori ed Argomenti, anche se Le confessioni di un poeta finto e i Livre mon ami sono finiti nel gruppone. Ho singhiozzato a calde lacrime per cinque minuti, ma è meglio così.
Senza piaggeria alcuna, è difficile trovare un blog più bello e più ricco del tuo Nonblog e le visite lo stanno premiando, lo so perché riesco a vedere il rank Shynistat; mi sembra di aver capito che alcuni giorni fa hai fatto il record assoluto delle Visite, e come Pagine Viste vai in percentuale ancora meglio di Abbracci e pop corn. La pensiamo diversamente, lo so. Sostengo che è bello che un blog non di cazzeggio e di chiacchiericcio viaggi a questi livelli.
Intuisco e condivido le ottime ragioni che ti spingono a non mostrare i dettagli: in rete c'è anche brutta gente, eh sì!

buona serata
Solimano

Habanera ha detto...

Giulia e Zena carissime, è così anche per me. Prevert lo rileggiamo sempre con tenerezza perchè ci riporta ai tempi sognanti della nostra adolescenza.
Nell'edizione ormai consunta che ho in casa è scritto:
Finito di stampare nel 1960
Nella coop. tipografica Mareggiani - Bologna
Per conto di Ugo Guanda
Editore in Parma

Prezzo 1.600 lire.

Avevo quasi cinquant'anni meno di oggi e tante illusioni in più...
Un abbraccio
H.

Solimano, suvvia, non singhiozzare.
Pur se finiti nel gruppone, i tuoi Livre mon ami e le tue confessioni sono comunque sempre in evidenza.
Ho deciso di fare un po' d'ordine nel blog per rendere più agevole ai visitatori la ricerca degli argomenti. Prima mi si perdevano negli archivi o erano costretti a leggersi l'interminabile colonna in cui tutto era allegramente (e disordinatamente) mischiato.
Ora possono andare dritti alla meta e leggere solo quello che li interessa maggiormente.
Manca solo che serva anche il the con i pasticcini... ma mi sto attrezzando.

Un saluto affettuoso
H.

P.S. Per tutti
Mi sento meglio e sto riprendendo le forze ma sono state due settimane veramente brutte. L'aria di Milano non è il massimo per i miei bronchi e in pochi giorni ho perso tutto il beneficio di tre mesi di mare. Ah, il mare...
Grazie per il vostro affettuoso interessamento.

Silvia ha detto...

Haba mi raccomando che ti voglio in forze! Hai preso il brodino caldo? E ti sei messa sotto la copertina?

Non si può non amare Prévert che io associo sempre a Neruda anche se sono così diversi. Ma entrambi parlano d'amore come piace a me: amore di selciato baciato dalla fresca pioggia, come il bacio di timidi amanti, oppure focoso come il bacio di amanti ardenti e rapaci, sempre delicati.
E sono d'accordo con Solimano, Prévert è un po' datato anche anagraficamente parlando, poichè è il poeta delle fanciulle e dei fanciulli in amore. Dell'adolescenza del sentimento, della giovinezza degli approcci e del sentire amoroso. Sublime.
Poi, si cresce.
E' sempre un piacere rileggersi attraverso le parole di questo grande poeta dell'amore.