lunedì 10 agosto 2009

Il mio Naviglio

Habanera

Milano mia, dove le case si specchiano nell'acqua
ed il Naviglio ruba i colori al cielo

Milano romantica e segreta, intima e silenziosa.
Quanto diversa dall'idea che ne ha chi la conosce solo di passaggio.

Lo storico Vicolo dei Lavandai, in origine detto
Vicol di bugandee (da bugada=bucato), prende il nome da un antico lavatoio tutt'ora esistente

Inginocchiate sul brellin di legno le donne strofinavano i panni sugli stalli di pietra ancora visibili

Passeggiando lungo “el Navili”, amato da tutti i milanesi come parte integrante della loro storia,

si incontrano affascinanti ateliers di artisti

negozietti sfiziosi ed invitanti

cortili allegri e colorati

romantici ponticelli che uniscono dolcemente le due rive

antiche osterie dall'atmosfera intima e accogliente

E l'ultima domenica di ogni mese

una folla divertita di visitatori

si raccoglie attorno ai banchetti del “Mercatone dell'antiquariato”, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

Naviglio mio, ancora più magico a Natale

e sotto la neve

oggi come ieri...

11 commenti:

annarita ha detto...

Che meraviglia! Questo è anche il Naviglio della mia mamma!La prossima volta in cui andrò a trovarla, mi ricorderò di farle vedere questo post. La commozione è assicurata! Un bacione, Annarita.

Orny ha detto...

Finalmente la mia mamma comincia a mostrare qualche segno di nostalgia di casa: adesso ho una vaga speranza di riuscire a convincerla a tornare dal mare. Prima o poi. Temo molto poi...
Orny

Habanera ha detto...

Ma certo, Annarita, tu sei di origini lombarde, se non sbaglio vigevanesi. Abituata a considerarti romanina ogni tanto me ne dimentico.
Dì alla tua mamma che al mio rientro dal mare porterò da parte sua un bacione tutto speciale al "nost Navili".

Orny, si vede così tanto che comincio ad avere nostalgia di Milano e di casa?
Però non farci troppo affidamento, si sta così bene qui al mare...
Piuttosto, piantala de lavurà e raggiungimi anche tu al più presto.

H.

Anonimo ha detto...

E' la Milano che amo, mia cara, e quella che conosco un po' di più (familiari proprio in area)...
Sarebbe bello trovarci al mercatino, girasole all'occhiello come segno di riconoscimento:)

un abbraccio

zena

Solimano ha detto...

Gran bella idea del tutto inaspettata!
Perché era ora che scrivessimo di Milano nel blog, anche se qualcosa abbiamo già fatto, ma meno di quello che dovremmo.
Dal mio racconto "Via Col di Lana 12", che è nel blog, copincollo un brano che è a suo modo complementare a questo post; la zona dei Navigli (precisamente la Darsena) compare verso la fine, e la Darsena funziona come una piccola catarsi:

"Avevo appena iniziato a scorrere i titoli dell'Unità quando siamo giunti a Cadorna. Lì occorreva scendere e passare alla linea 2, sino alla stazione di Porta Genova. Questa è la quarta e penultima tratta del mio viaggio: la più breve, solo tre stazioni del metrò, verso una zona di Milano per me quasi sconosciuta, anche se contigua alla zona dei Navigli, nota a tutti. Ma di ciò poi.
A Porta Genova sono uscito da anfratti e meandri del metrò alla luce abbagliante del sole. Milano si avvia a diventare una città tropicale, come Giacarta o Bombay. Il giorno prima era piovuto tantissimo: ho ormai raccolto acqua piovana bastevole per i gerani di tutto il condominio; addirittura prima di partire per il viaggio ero incerto se prendere con me un golf di cotone, da indossare sulla camiciola, ovviamente da magut, azzurro stoviglia. E invece, in piazza di Porta Genova, tutti sudavano, compresi i tanti bambini. Si, è una zona con grande presenza di bambini, che è come dire che è una zona di extracomunitari, piena di bar-trattoria con fuori la lavagna con i prezzi. E mi sono sentito subito bene, benissimo. Poi ho capito perché: le tante passeggiate al Quartiere Latino fatte quando ero studente. Le lavagne, i bistrot, i tre menù diversi, le amicizie improvvise. Chi non c'è stato allora non conosce del tutto che cosa significa il piacere di essere vivo.
Ma sulla cartina, prima di partire da casa, non avevo guardato bene: credevo di essere a 300 metri dalla meta ed invece ero a due chilometri. Anche se ci sono le lavagne, non è bello camminare per chilometri alle 13,14 col sole cocente e la borsa in similpelle che ti si attacca alla mano. Per fortuna, ecco la darsena del Naviglio, le anatre e le oche: funzionano come le lavagne. Mi rassereno e mi accorgo delle cose. Perché le cose succedono, solo che non ce ne accorgiamo."
.

Fra le immagini, metà le ho riconosciute metà no (perché per fiere, mercatini e mercatoni non mi aggiro). La zona è molto bella di sera (a parte i soliti problemi di parcheggio) perché è a frequentazione mista, persone di ogni tipo. Cosa che piace a me, perché non amo i posti stilizzati, qualsiasi sia la categorizzazione.
Milano è bella, ma è difficile far conoscere la bellezza di Milano a chi non ci vive. I turisti si intruppano per il Cenacolo, il Duomo, la Scala e Brera (nolto meno), ma come si fa a spiegare il fascino di una zona come Corso Garibaldi, in cui sono mischiate vecchie case di ringhiera ed edifici sfiziosi e modernissimi?
E come si fa a spiegare la bellezza dell'offerta musicale di Milano, che non è solo quella della Scala, ma ad esempio, il ciclo Musica e Poesia che a San Maurizio c'è da tanti anni?
Anche la zona di Via San Marco, che una volta era un naviglio, è piena di sorprese. Mi metterò in pista anch'io per mettere qui qualcosa di inatteso di Milano...

grazie Habanera e saludos
Solimano

Ermione ha detto...

Che scoperta! Credo che ci voglia qualcuno di Milano, e che ami la sua città, per far intuire il suo indubbio fascino anche a chi, come me, le è ostile. Non so perché, ma non ho mai amato Milano; ci sono stata due volte a scappa e fuggi per due mostre al Palazzo Reale, sono scappata subito dopo. E' certo prevenzione, e sbaglio altrettanto certamente. Queste tue foto, con l'amore che ne sprigiona, mi danno un'idea completamente nuova della città, e te ne ringrazio. Milano sarà la mia prossima neta, mi sa che in settembre-ottobre passeggiare per i Navigli dev'essere splendido.
Goditi il mare cara Habanera, e saluti.

Habanera ha detto...

Ci conto, Zena. In una bella domenica autunnale sarebbe bello incontrarci al mercatino del Naviglio, con un girasole all'occhiello e tanta voglia di abbracciarci.

Ermione, allora ci sarai anche tu?

Solimano, so che rifuggi dalla pazza folla ma per una volta forse potresti fare un'eccezione.
A proposito di Milano (e non solo), sto cambiando qualcosa nelle etichette dei post in modo da ritrovare più facilmente gli argomenti. Per ora Milano batte Parigi 5 a 4 ma siamo solo agli inizi, ce ne sono di cose da dire...

Un saluto affettuoso a tutti
H.

NATAKARLA ha detto...

Veramente un bel percorso, Habanera.
Io di Milano ricordo solo palazzoni improvvisi ed un percorso un pò tortuoso per arrivare alla Fiera Campionaria più di trenta anni fa.
Immagini veramente suggestive.
Allora aspetto altre cose su Milano....
Carla

Giulia ha detto...

Mi accosti a questa città in modo stupendo. Conosco Milano, ma in modo molto superficiale per esserci stata sempre di corsa anche se tante volte.

Grazie Habanera, qui trovo sempre cose bellissime

Un carissimo saluto

Silvia ha detto...

Quando le cose sono fatte con amore...
E tu ami tanto Milano, si vede e si sente. Ti ringrazio Haba, conosco Milano solo per le corse, gli uffici, il Duomo (bellissimo)la tangenziale, il traffico ad anello, il grigio e qualche mostra, sempre in inverno e sempre con la nebbia.
Invece batte un cuore multicolore ed internazionale nella tua città. Non c'è solo la Milano da bere, c'è pure la Milano da amare.
Questo è uno sguardo che mi fa comprendere meglio perchè i milanesi amano così tanto la loro città.
Le foto sono bellissime.

Habanera ha detto...

Carla, Giulia, Silvia, io di Milano mi sono innamorata a prima vista quando avevo appena dieci anni.
Ci sono passata durante un viaggio con i miei genitori e non so per quale misteriosa ragione proprio questa città, tra le tante visitate, mi è entrata subito nel cuore.
Ho dovuto aspettare più di vent'anni anni prima che le circostanze della vita mi consentissero di venirci a vivere e solo da quel momento mi sono sentita veramente a casa.

Un abbraccio e grazie
H.