lunedì 16 marzo 2009

Ester a Venezia

Solimano

Paolo Veronese: L'incoronazione di Ester (part) 1556
Venezia, Chiesa di San Sebastiano


"Ma perché proprio Ester?"
Ho deciso di chiamarla Ester, non Esther, anche se mi viene voglia di chiamarla Estèr, alla fine si scoprirà perché.
La prima volta che entrai nella chiesa di San Sebastiano a Venezia non mi posi il problema, sommerso com'ero dalle tante - e inaspettate- opere del Veronese: nel soffitto, nella sacrestia, nel coro, nelle cappelle, dappertutto. Ma quando ci tornai e mi misi a guardare con attenzione le tre grandi tele incastonate nel soffitto (due di forma ovale, una di forma rettangolare), mi venne spontanea la domanda perché non avevo mai visto chiese in cui ci fossero pitture derivanti dal Libro di Ester della Bibbia.
Le donne della Bibbia in chiesa entrano poco, salvo Eva e un po' Giuditta. Ma Dalila, Betsabea, Ruth e Susanna non ci sono. Figuriamoci la moglie di Putifarre e le figlie di Lot! Anche Sara, Agar e Rachele hanno qualche difficoltà. Con Elisabetta, la mamma di Giovanni Battista, la situazione si sblocca, ma siamo già nel Vangelo, tutt'altra musica.
Per la chiesa di San Sebastiano a Venezia occorrerebbe un blog dedicato, altro che un post... e pensare che anni fa la chiesa apriva per un'ora al giorno, se andava bene. I turisti - pochi e quasi tutti stranieri - aspettavano pazienti.

Tutto comincia con un quadro che è al Museo di Castelvecchio di Verona.
E' un'opera che il Veronese fece per la sacrestia della chiesa dei Gerolamini di Santa Maria delle Grazie a Verona. Il titolo giusto è "Lamentazioni su Cristo morto", più corretto che "Deposizione di Cristo". Fu eseguito attorno al 1548, quando il Veronese aveva solo vent'anni. La commissione del quadro venne dall'abate Bernardo Torlioni, che ne fu evidentemente molto soddisfatto.

Già nel 1551 il Veronese partì alla conquista di Venezia, la capitale della pittura, in cui dominavano due artisti: il più che sessantenne Tiziano e il Tintoretto, che aveva dieci anni più del Veronese. Come è naturale che sia, Tiziano appoggiò il giovane, mentre il Tintoretto lo sentì subito come un concorrente, perché tale era nei fatti.

Poco dopo, ai frati Gerolamini della chiesa di San Sebastiano arrivò un nuovo priore: proprio Fra' Bernardo Torlioni, proveniente da Verona, uomo colto, abile organizzatore, capace di procurarsi le risorse finanziarie e di spenderle bene. Torlioni scritturò immediatamente il Veronese e il risultato fu che il pittore lavorò in San Sebastiano nei vent'anni successivi, sia pure con lunghi intervalli, per dipinti a Venezia e fuori.
Già nel novembre del 1555 erano finite le tele per la sacrestia.

Il quadro più importante della sacrestia rappresenta L'incoronazione della Vergine. La corona non è appoggiata ma sospesa sul capo della Vergine, il modo è analogo al particolare dell'incoronazione di Ester da parte di Assuero, che ho messo in apertura di post. Ci tornerò, su questa analogia.
Tralascio la descrizione delle altre opere della sacrestia (mirabili soprattutto gli Evangelisti), perché appena un mese dopo, quindi nel dicembre 1555, il Veronese firma il contratto per le tele destinate al soffitto della navata, completate nell'ottobre del 1556.

Questo è un particolare dalla prima delle tre tele, che è di forma ovale, e rappresenta Il ripudio di Vasti. Per sapere chi fosse Vasti occorre leggere il Libro di Ester della Bibbia, di cui inserisco alcuni brani:

"Anche la regina Vasti aveva organizzato un banchetto per le donne nella reggia di Assuero. Dopo sette giorni di banchetto, il re, ormai eccitato dal troppo vino, ordinò di far venire accanto a sé la regina Vasti, ornata del turbante regale. Voleva mostrare ai principi e a tutta la gente la sua bellezza, che era davvero eccezionale. L'ordine fu portato dai sette servitori personali del re, che si chiamavano Meuman, Bizzeta, Carbona, Bigta, Abagta, Zetar e Carcas. Contro l'ordine trasmesso dai sette servitori, la regina rifiutò di ubbidire. Il re ne fu molto contrariato e andò in collera."

La conseguenza della collera di Assuero fu che Vasti venne ripudiata. Il Veronese rappresenta l'episodio con tale armonia compositiva e ricchezza cromatica, che nel bel libro di Terisio Pignatti sulle pitture di Paolo Veronese in San Sabastiano (Arti Grafiche Ricordi Milano, 1966) figura ancora il titolo errato con cui fu a lungo conosciuto: "Ester condotta da Assuero". Il quadro sembra una scena di galanteria lievemente turbata, mentre l'episodio di per sé è drammatico.

A questo punto, Assuero desidera che ci sia una nuova regina, e interviene Mardocheo, cogliendo l'opportunità:

"A quel tempo abitava in Susa un Ebreo della tribù di Beniamino, di nome Mardocheo, discendente di Iair, di Simei e di Kis. Era uno di quelli che il re di Babilonia Nabucodonosor aveva deportato da Gerusalemme insieme con il re di Giuda Ieconia. Egli era il tutore di una ragazza, orfana di padre e di madre, figlia di un suo zio. Il nome della ragazza era Adassa, ma tutti la chiamavano Ester. Essa era bellissima e affascinante. Dopo la morte del padre e della madre, Mardocheo l'aveva presa con sé come una figlia. Quando fu dato l'ordine di radunare a Susa ragazze per l'harem, anche Ester fu portata a corte e affidata a Egai, il sorvegliante delle donne. Ester gli piacque molto e conquistò le sue simpatie. Egai le diede subito l'occorrente per curare la sua bellezza, le assegnò un trattamento speciale, le mise a disposizione sette serve, scelte fra le migliori della corte, e la sistemò con loro nella parte più confortevole dell'harem".

Il Veronese rappresenta in una grande tela rettangolare "L'incoronazione di Ester da parte di Assuero", di cui ho già inserito il particolare della corona sulla testa di Ester.

Ma nasce un contrasto fra Aman, il potente ministro del re, e Mardocheo:

"Aman vide che davvero Mardocheo non si inginocchiava e non si inchinava al suo passaggio, e si irritò moltissimo. Quando seppe a quale popolo apparteneva Mardocheo, Aman non si accontentò più di volere la morte di lui solo, ma progettò di sterminare tutti gli Ebrei dell'impero insieme con lui. Nel dodicesimo anno del regno di Assuero, nel primo mese, cioè nel mese di Nisan, Aman fece tirare a sorte la data dello sterminio, mese e giorno".

Che fa Mardocheo? Cerca di farsi appoggiare da Ester, che gli risponde così:

"Chiunque, uomo o donna, osa presentarsi al re nel suo palazzo, senza esservi chiamato, sarà messo a morte. Questa è la legge: lo sanno tutti i funzionari di corte e anche la gente delle province. Perché abbia salva la vita bisogna che il re stenda verso di lui il suo scettro d'oro. Quanto a me, è già un mese che il re non mi manda a chiamare".

Dopo tre giorni di digiuno la coraggiosa Ester agisce:

"Tre giorni dopo Ester si vestì da regina e si recò nel cortile interno della reggia, davanti alla sala del trono. Il re era seduto su trono di fronte alla porta d'ingresso. Appena vide la regina Ester, in piedi nell'atrio, fu ben impressionato dalla sua presenza e stese verso di lei lo scettro d'oro. Ester si avvicinò e toccò la punta dello scettro".

Aman verrà sconfessato ed appeso al patibolo che lui aveva fatto preparare per Mardocheo e ci sarà il trionfo di Mardocheo:

"Mardocheo uscì dalla reggia. Indossava una veste regale di lino e porpora viola e un mantello di bisso e porpora rossa; in testa aveva un magnifico turbante d'oro. A Susa vi furono grandi manifestazioni di gioia. Gli Ebrei erano felici per il trionfo: nei loro occhi brillava la gioia. Quando l'ordine del re giunse nelle varie città e province, gli Ebrei furono presi da gioia e allegria. Dappertutto fecero un giorno di festa e organizzarono banchetti. Molti, che appartenevano ad altre popolazioni, per paura si fecero Ebrei".


La tela ovale de "Il trionfo di Mardocheo" è la più impressionante. Va considerato che le tele sono sul soffitto e vengono viste dal basso. Inserisco due particolari, quello di Ester e delle donne che festeggiano e il particolare dei cavalli, che sembra che penetrino nella chiesa dall'alto zoccolando su di noi.

Tre brani verso la fine del libro di Ester:

"Si era infatti diffusa la voce, nelle varie province, che ora Mardocheo a corte era molto potente. La sua autorità cresceva sempre più. Così gli Ebrei colpirono, uccisero e distrussero i loro nemici, perché potevano fare di loro quello che volevano. Nella cittadella di Susa gli uccisi furono cinquecento; tra questi, i dieci figli di Aman, il persecutore degli Ebrei, il figlio di Ammedata l'Agaghita".
...
"Nelle province, il tredici del mese gli Ebrei si erano organizzati per difendersi, e si erano liberati dai loro nemici: ne uccisero in tutto settantacinquemila, però non toccarono i loro beni".
...
"Sia per le istruzioni contenute nella lettera di Mardocheo sia per i fatti importanti che erano accaduti, gli Ebrei decisero di celebrare quei due giorni di festa ogni anno senza eccezione alla data fissata nella lettera. La tradizione resta in vigore anche per tutti i loro discendenti e per chiunque vuole diventare Ebreo. Da allora in poi ogni famiglia ebraica ricorda e celebra questa festa in ogni città e regione. Gli Ebrei non tralasceranno mai questa festa dei Purim; anche i loro discendenti la ricorderanno sempre".

La festa del Purim esiste tuttora. Assomiglia un po' al nostro carnevale, visto che è celebrata anche con le maschere.

Il libro di Ester, assieme al Cantico dei Cantici, è l'unico libro della Bibbia in cui non figura la parola "Dio". Su questo ci furono discussioni e critiche, in particolare da parte di Martin Lutero. In definitiva, si tratta del racconto di una lotta di potere in una corte orientale, in cui le donne dell'harem hanno la loro influenza. Ci sono aspetti truculenti e il senso di una forte appartenenza tribale.
Le Storie di Erodoto e l'Anabasi di Senofonte sono state scritte più di due secoli prima, mentre il libro di Ester racconta fatti del re dei persiani Assuero (probabilmente Serse), ma è stato scritto nel secondo secolo avanti Cristo, al tempo dei Maccabei per cui i principali nemici erano i macedoni. L'atteggiamento e la curiosità di Erodoto e di Senofonte sono su tutt'altro piano, eppure c'erano state le guerre persiane in cui la Grecia aveva rischiato la sopravvivenza.
Quindi può sembrare strana la decisione del Concilio di Trento di inserire il Libro di Ester nella Bibbia canonica, ma in quella decisione giocarono due elementi: la lotta della Fede contro l'Eresia (quindi contro il protestantesimo) ed Ester come figura della Vergine, che intercede per noi (advocata nostra) presso Dio. Questo era chiaro a Fra' Bernardo Torlioni, che infatti fece rappresentare dal Veronese anche San Sebastiano che rimprovera l'imperatore Diocleziano, quindi un episodio di contrasto fra cristiani e pagani. L'incoronazione della Vergine nella sacrestia corrisponde perfettamente all'incoronazione di Ester nella navata. Fra l'altro, i due quadri sono stati dipinti a distanza di pochi mesi.

Andrea del Castagno: La Regina Ester (c. 1450) Uffizi, Firenze

Jacopo del Sellaio: Ester e Assuero (c. 1470)
Budapest, Museo di Belle Arti

Ecco due singolari rappresentazioni di Ester con destinazione non chiesastica.
Andrea del Castagno dipinse a fresco uomini e donne celebri nella Villa Carducci a Legnaia, e da tempo questi affreschi sono agli Uffizi. Oltre ad Ester, ci sono altre tre donne celebri: Eva, la Sibilla Cumana e la Regina Tomiri.
L'opera di Jacopo del Sellaio faceva parte di un cassone nuziale. C'è il gesto di Assuero che tocca con lo scettro Ester per significare che è bene accetta.

La storia di Ester era stata raffigurata in un'altra chiesa: nella Cappella Sistina in San Pietro. La dipinse in un triangolo della volta Michelangelo nel 1511. Nei due particolari ci sono Ester che accusa Aman davanti ad Assuero e il supplizio di Aman, per cui sicuramente Michelangelo ebbe presente più che la Bibbia, Dante Alighieri:

«Poi piovve dentro a l'alta fantasia
un crucifisso, dispettoso e fero
ne la sua vista, e cotal si moria;

intorno ad esso era il grande Assüero,
Estèr sua sposa e 'l giusto Mardoceo,
che fu al dire e al far così intero
."
(Purgatorio XVII, 25-30)




6 commenti:

Habanera ha detto...

Ma guarda te se una donna (la regina Vasti) deve essere ripudiata dal marito per essersi rifiutata di mostrare in pubblico la sua bellezza.
"Il re ne fu molto contrariato e andò in collera."
Io lo prenderei sonoramente a sberle uno così, altro che procurargli un'altra moglie!
Sulle immagini credo che tu già sappia come la penso.
Quelle che mi piacciono di più sono "La Regina Ester" di Andrea del Castagno ed "Ester e Assuero" di Jacopo del Sellaio. Le altre, nonostante tutto, sono tutte troppo chiesastiche per i miei gusti.
E' un mio limite, me ne rendo conto, una mia pervicace e voluta ignorantaggine, ma dal punto di vista estetico ho un'autentica forma di rigetto per questi corpi troppo muscolosi, questi colori troppo sgargianti, questo misticismo eccessivo, questo troppo... tutto.

Attendo serenamente la fucilazione.
H.

Solimano ha detto...

Habanera, quello che mi ha impressionato di più scrivendo questo post, è stata la lettura dei dieci capitoli del libro di Ester della Bibbia, lettura che non avevo mai fatto, per fortuna non sono capitoli lunghi. Un libro scritto nel secondo secolo avanti Cristo che racconta fatti accaduti duecento anni prima (Assuero è il re persiano Serse). In quello che ancora oggi si chiama Libro Sacro è impressionante la caduta di livello rispetto ai greci che avevano combattutto le guerre persiane, alla cultura di Eschilo, Sofogle, Erodoto, Senofonte, proprio al tempo di Serse (cioè di Assuero). Nel Libro di Ester c'è una cultura nazionalistica e tribale da cui i Greci erano già lontani da secoli. Altro che libro sacro!!! Un libro pericoloso, se lo si prende sul serio, invece che considerarlo un interessantissimo coacervo di vecchi miti utilizzati da chi ha interessi precisi (personali e di gruppo) per continuare ad utilizzarli cronicamente.
Riguardo alla pittura, occorre distinguere due aspetti: l'ammirazione dall'amore personale. Per cui io amo (e ammiro) Veronese, Rubens, Tiepolo e ammiro soltanto, ad esempio, Rembrandt e Vermeer. Questo è del tutto naturale, succede anche con la musica, con i libri e col cinema, è in funzione della nostra individuale perdonalità, il che non vuol dire approfondire la conoscenza dei grandi degni di ammirazione.
Tu non soffri di ignorantaggine, li conosco, quelli che hanno questa grave malattia (e che negano di averla): non sono curiosi di cò che non sanno. Siccome non lo sanno loro, certamente non è bello ed importante.
In una cosa sola dissento: il Veronese era tutto meno che chiesastico, difatti l'Inquisizione lo mise sotto processo, e fortunato lui che viveva a Venezia, altrimenti sarebbero stati guai. Nel Veronese trovo una amore unico per la vita in tutte le manifestazioni: corpi, natura, paesaggi. Il Veronese che amo di più è quello della villa di Masèr, a trenta chilometri da Treviso. Quel Veronese piacerà anche a te, curiosona, prima o poi!
So comunque che la fruizione della pittura è più impegnativa e richiede più approfondimenti che la fruizione della letteratura (che bene o male a scuola si insegna).

saludos y besos
Solimano

Silvia ha detto...

Un post straordinario come solo tu sai fare:) Veronese è il migliore secondo il mio punto di vista. Bravissimo.
Poi mi ha intrigato non poco la lettura dei passi che hai riportato Solimano. Adoro questi concentrati in pillole di sapere, dove la curiosità azzanna alla gola senza uccidere, anzi!
Voglio altre due vite, grazie.

giulia ha detto...

Che bravo sei Solimano, davvero interessante quello che racconti e molto bella la capacità che hai a condurre il nostro sguardo. Sembra di entrare nelle opere di cui parli,
Giulia

Anonimo ha detto...

Grazie!ho trovato per caso questa pagina, adoro e studio l 'arte e cercavo un immagine nitida della regina Ester(da cui prendo il nome) di Andrea del Castagno. Ammirevole lavoro e descrizione!
Ester

Habanera ha detto...

Ester, l'autore di questo post, il nostro magnifico Solimano,
purtroppo non è più tra noi.
Poco più di due mesi fa è stato colpito da un infarto e ci ha lasciati.
Rispondeva sempre ai commenti e lo avrebbe fatto sicuramente anche con te.
Ti ringrazio io a nome suo e ti saluto caramente
H.