domenica 11 gennaio 2009

Massimo Ferretti




Massimo Ferretti
(postato da Giuliano)


Massimo Ferretti (marchigiano, 1935-1974) l’ho incontrato per caso: tanti anni fa un quotidiano (La Repubblica) gli aveva dedicato una pagina, che ho conservato con cura per anni. Si trova sempre il tempo di parlare di tutto e di tutti, ma Ferretti è quasi dimenticato: e io continuo a chiedermi come può essere successo.



In questa trattoria di gente stanca
dove mangiare significa reagire,
dove la grazia d'una dattilografa
si percepisce nel tono delicato
d'un piatto di fagioli chiesto tiepido,
dove un viaggiatore analfabeta
emancipato per via dello stipendio
spiega a una turista anacoreta
che il rialzo dei biglietti ferroviari
dipende tutto da questioni atlantiche -
non ho ragione d'essere contento
se il cameriere lieto della mancia,
leggendo la commedia del mio viso
m'ha detto che ho una maschera da negro?
In questa trattoria di gente ottica
dove non so salvarmi dagli sguardi,
condannato al sentimento della morte,
serrato tra furore e timidezza -
non ho ragione d'essere felice
quando divoro una bistecca che fa sangue?

(Massimo Ferretti, In trattoria, da Allergia, 1962)



Il mio cuore è lo sparviero ardito
che nudrito di fiori e di verzura
a caccia fece pessima figura.
Il mio cuore è il rossignol sorpreso
ad accompagnar col flebile stromento
il lamento del porco sul suo peso....
Il mio cuore è un castello d'oro
dove una fata mestruata
sbatte due chiare d'uovo.
Il mio cuore è un tappeto verde
dove la vittoria è una storia
raccontata da uno che perde.
Il mio cuore è un mazzo di fiori
comprato al mercato del pesce
da un gruppo di vecchi signori.
...
Cuore che vinci e mi costringi a dire
tu vuoi uccidermi
ma io non so morire.

(Massimo Ferretti, da Sillabario, 1960)


Poesie tratte dal volume “Allergia” di Massimo Ferretti, pubblicato nel 1994 dall’editore milanese Marcos y Marcos.
Le immagini: Altobello Melone, ritratto di Lucrezia Borgia; due dipinti di Edward Hopper; una delle poche foto disponibili di Massimo Ferretti.




9 commenti:

Solimano ha detto...

Giuliano, Massimo Ferretti me l'hai fatto scoprire alcuni anni fa, credo su Stile libero (o su Golem?).
E' passato del tempo, ma rileggendolo mi sono accorto che aveva lasciato un segno forte.
Qui si tratta di un poeta vero, non di uno dei tanti poeti finti (confessi o meno).
Ho cercato di documentarmi, di saperne di più, e sono rimasto deluso, non da Ferretti, ma proprio dai commenti, che non fanno altro che categorizzare: sperimentalismo, Nuova Avanguardia, Gruppo '63, rottura con Pasolini. Le uniche cose veramente importanti sono l'esperienza con la sofferenza cardiaca e la lettura di Eliot e di Rimbaud, le altre considerazioni fanno parte del consueto sciocchiezzaio degli addetti ai lavori, che probabilmente hanno disimparato che cosa significhi il contatto non mediato con un poeta che respira e traspira la sua esperienza:

"dove la grazia d'una dattilografa
si percepisce nel tono delicato
d'un piatto di fagioli chiesto tiepido,"

e

"In questa trattoria di gente ottica
dove non so salvarmi dagli sguardi,
condannato al sentimento della morte,
serrato tra furore e timidezza"

C'è immediatezza creaturale, e di versi paragonabili a
serrato fra furore e timidezza
ne ho letto pochissimi.
Colto, semplice, profondo, con una musica tutta sua.

grazie Giuliano e saludos
Solimano

Giuliano ha detto...

Ferretti è davvero grande, ma è anche un bel po' bislacco. La lettura completa di "Allergie" riserva non poche sorprese, e ne fa anche uno dei grandi irregolari, il che a me non dispiace affatto.
Devo dire che per questi pochi versi, soprattutto quelli che ha messo in evidenza Solimano, regalo a chi li vuole il 95% della poesia degli ultimi trent'anni, compresi tanti nomi famosi e celebratissimi.

Giulia ha detto...

Anch'io lo sto scoprendo con te. Come è potuto sfuggirmi? Grazie, Giulia

Silvia ha detto...

Io non lo conosco proprio. E mi dispiace perchè ciò che ho letto mi è piaciuto assai.
Si potrà trovare qualcosa da qualche parte?
Grazie per la segnalazione.
Hopper, anche in questo caso, è azzeccatissimo. Complimenti:)

Amfortas ha detto...

Non lo conosco, sinceramente, però ti faccio una domanda.
È sconosciuto ai più come lo è quel formidabile scrittore che è Tommaso Landolfi?
Perché allora sarebbe davvero grave, per chi ama la poesia e per chi non la capisce o non ha sensibilità per capirla, come me.

Giuliano ha detto...

Di Ferretti io so solo le poche cose che ho scritto, oltre alle note biografiche sul volume che ho citato, "Allergie" (parodia da Montale, mi pare). Non so nemmeno se "Allergie" sia ancora in commercio, ma forse nelle biblioteche si trova. Comunque sia, ha pubblicato pochissimo.
Attenzione perché alle volte è davvero bislacco, ma a me piace quasi sempre.

Amfortas, con Landolfi siamo già in tre: possiamo fondare un club.
(indovina chi è la terza).
Però di Landolfi si trova tutto, soprattutto da quando lo pubblica Adelphi.

Habanera ha detto...

Menomale che prima di me hanno commentato Giulia Silvia e Paolo perchè io non osavo dire che Massimo Ferretti non l'avevo mai sentito nominare prima di questo post.
Aaah! (sospiro di sollievo). Adesso mi sento meno sola.

Giuliano, sei una miniera inesauribile di conoscenza raffinata e amorosa.
Perchè si sente, sai, che ami le cose di cui parli, e amandole le fai amare anche a noi.
Proprio come succede anche con Solimano. Dio li fa e poi li accoppia, mi verrebbe da dire. ;-)

Grazie
H.

Giuliano ha detto...

Cara Habanera, di Ferretti se ne parla così poco che hai visto anche tu che razza di foto mi è toccato mettere in apertura...
E se io non avessi comperato Repubblica, in quel giorno lontano, non lo avrei mai conosciuto.
Difatti a me fa rabbia quando si leggono recensioni di poeti e non si riporta neanche un verso, una riga, nulla. Costerebbe così poco! Non è come con il cinema e con la musica, che bisogna mettere i link, cercare e caricare video che appesantiscono il sito, eccetera.
In questo, per esempio, è molto meglio Clelia su Akatalepsia: possiamo leggere lei e anche il poeta, è così che si fa. Invece sui giornali il più delle volte ti tocca leggere il critico che parla del poeta e non il poeta...

Solimano ha detto...

Concordo con quello che dice Giuliano: i critici (spesso cosiddetti critici...) si prefiggono l'obiettivo di mettersi davanti al poeta, non di farsene penetrare e di aiutare quelli che critici non sono, le citazioni testuali sono indispensabili.
Quindi, il blog di Clelia svolge a questo riguardo un ottimo lavoro.
Su quel blog ho alcune mie riserve che esprimo con schiettezza, che è sempre la strada migliore:
1. Stabilisce con i visitatori e con gli eventuali commentatori un rapporto non au pair, al di là della gentilezza di facciata delle risposte. Io mi rifiuto di sottostare a regole che non siano au pair.
2. C'è una oscurità voluta sulla persona (o le persone?) che conduce (o conducono?) il blog, e questi giochi, anche se fossero ben condotti, non li condivido per niente.
3. Al di là delle naturali differenze culturali, che sono benvenute, certi orientamenti, certi contatti e certe preferenze fanno pensare a scelte meta-culturali, opportunistiche, alla diamoci una mano fra di noi addetti ai lavori. Eterno vizio italico: cooptazione e cordate di ogni genere che portano alla esclusione dei meticci ed alla inclusione dei piccoli pedanti sgomitanti: ci sono le stanze, ma senza aria.
Sono questi i motivi per cui da tempo non commento più in quel blog, pur apprezzandone il valore aggiunto che non di rado c'è.

saludos
Solimano