martedì 9 dicembre 2008

Fulmini e haiku

Habanera


Pasquale Misuraca, il Fulmini del sito-rivista Fulmini e Saette mi ha chiesto una cosa difficile, al limite dell'impossibile. Abbinare un'immagine ad uno dei suoi haiku.
Ne sono lusingata ed intimorita al tempo stesso perchè, come dice lui stesso, la poesia o sta in piedi da sola o non sta.
La sua sta, ma io ci provo lo stesso.
Amo affrontare sempre nuove sfide, anche quando il rischio di perderle è quasi una certezza.
E siccome sono una temeraria, al limite dell'incoscienza, invece di uno solo ne metto addirittura cinque di haiku.
Se Pasquale dovesse togliermi il saluto almeno sapete il perchè.


Solo nel verso

Solo nel verso
scorro sempre uguale
sempre diverso.

Gustave Caillebotte: Pioggia nel Fiume



Correva l'anno

Correva l'anno,
l'estate, persino tu,
le tue risate.


Emile Vernon: Estate in Campagna



Albeggia. Esco

Albeggia. Esco
e nel viola scoppiano
fiori di pesco


Frederic Church: Nuvole all'Alba



Il tuo profumo

Il tuo profumo
un'ombra un vento un
soffio un fumo.

John Singer Sargent: Il Gusto del Vento



Me voy - deciste

Me voy – deciste –
olvidaràs mis ojos.
Pero mentiste.

Me ne vado – hai detto –
dimenticherai i miei occhi.
Ma hai mentito.


Gustave Caillebotte: Uomo alla Finestra


Da Solo nel verso, (peQuod edizioni, Ancona 2008)
il primo libro di poesie haiku di Pasquale Misuraca

32 commenti:

Fulmini ha detto...

Habanera

Toglierti il saluto? Mi levo il cappello. Grazie anche di questo preciso Satie - doppia associazione, doppio salto vitale.

Fulmini

Habanera ha detto...

Sospiro di sollievo,
Fulmini non mi toglie il saluto. ;-)
A proposito di Satie, Pasquale: visto che me lo hai fatto venire in mente ho aggiornato il Juke box e ho scelto questa musica per accompagnare i tuoi haiku.
A me sembra che ci stia bene.
H.

baotzebao ha detto...

Eccellente, HaikuAbanera-

Davvero notevoli le 17sillabe, signor Fulmini: Nuove lentezze - Abiti l'antichità - senza tradire

Fulmini ha detto...

@ Habanera

Ci sta maledettamente bene, questa musica, Habanera, e questo è ormai cinema: parole e immagini e suoni.

Fulmini ha detto...

@ baotzebao

Grazie stragrazie a te, per la tua acutezza.

Sai che questo pomeriggio ho conosciuto una donna giapponese rintanata nel centro del centro di Roma? Vende oggetti e vestiti giapponesi - solo da lei ho finalmente trovato le calze 1 + 4 per la mia complice. Vende. E regala: la pronuncia perfetta di "ha (aspirato)- i - ku (accentato)".

mazapegul ha detto...

Caro Fulmini,
grazie per gli haiku: vere increspature di senso, quelli che hai meso qui. Haba, bellissimo il lavoro d'illustrazione.
Màz

Habanera ha detto...

Un sorriso ed un grazie a Bao, sempre imprevedibile, sempre prezioso.

Fulmini, mi piace che ti piaccia questa musica e che ti piaccia il post come è venuto nell'insieme. Piace anche a me.
Questa lunga serie di piace e piaccia non è puramente casuale ma voluta.


Màz, questi haiku li ho scelti io e non è stato facile perchè sono uno più bello dell'altro. Se vuoi leggerne altri li trovi nel sito di Fulmini (alla voce haiku), nella colonna delle categorie. Ti piaceranno.

Per tutti.
Se avete fretta questo post non fa per voi.
Non si può scorrerlo velocemente, magari con la mente già rivolta al prossimo blog da visitare.
Occorre ascoltare, soffermarsi a lungo su ciascuno di questi haiku.
Lasciarsene permeare, finchè diventa quasi parte di voi. Solo allora saprete con certezza di aver capito.
H.

Giuliano ha detto...

Devo confessare che lo haiku non l'ho mai capito, la sua metrica mi è estranea, rimango sempre un po' perplesso. Il che non è certo un giudizio critico verso Pasquale, anzi: è solo una mia dichiarazione di incompetenza sul tema.
Complimenti comunque a Pasquale, e anche ad Habanera che ha scelto le immagini.

Solimano ha detto...

Pasquale, esco dai piacimenti -e dagli spiacimenti- per dire la mia opinione che in piccola parte è anche una esperienza zen.
L'haiku è un modo con una sua storia ed un suo rigore di forma stringente. Tempo fa, con Clelia mi trovai d'accordo sul fatto che per apprezzare -e capire- gli haiku occorrerebbe conoscere il giapponese, come parole, significato delle parole, versi, tutto.
Può una forma storica essere utilizzata oggi, senza il rischio di un come eravamo di tipo, se va bene, di una perfetta enigmistica?
Certo che sì, come per la terzina, per l'ottava, per la miniatura, per il mottetto. Anche per il cinema, ho visto proprio ieri un grande film che adotta volutamente un modo di cinquant'anni fa, e ricordo con ammirazione quello che fece Rohmer con "La Marchesa von O.", un rivivere Von Kleist e Fussli nel tempo presente.
Ma può funzionare a due condizioni: se il rigore formale è accettato pienamente, senza scappatoie più socialdemocratiche che libertine e se il sangue è fresco, non conservato in ampolla come quello di San Gennaro.
So benissimo che in tutto il mondo fuoreggiano le gare di haiku, in primis in Giappone, ma a questo punto, è come far gare di sonetti o di ottave, in cui almeno le regole sono conoscibili e praticabili, mentre il senso dei versi haiku, dei significati, più ancora dei pensieri che delle singole parole, ci è estraneo. Non abbiamo i due prerequisiti: la conoscenza del giapponese e l'esperienza zen.
Ho apprezzato i risultati che hai ottenuto, ad esempio nei brani (ben scelti) pubblicati qui. Ho apprezzato anche la consapevolezza con cui lo fai, perché il senso stagionale-metereologico (uno dei prerequisiti ineliminabili) lo tieni ben presente, e quindi non è certo un gioco enigmistico quello che fai. Eviterei, se possibile, l'uso del termine haiku. Lo so, è un termine diffuso e sfizioso, ma apprezzo di più quello che scrivi senza bisogno di sostegni esterni a quella che è la tua vera esperienza, che si sente essere il motivo primario per cui scrivi.
Fra le immagini, ho apprezzato soprattutto la pioggia di Caillebotte ed il vento di Sargent e li ho trovati appopriati alla scrittura.

grazie Habanera e Pasquale e saludos
Solimano

Fulmini ha detto...

@ Solimano

L'altro mattina, su Facebook, ho scritto che stavo studiando Max Weber e Antonio Gramsci "i migliori allievi di Karl Marx". La sera poi, sempre su Facebook - sai come funziona questa cosa nuova: è una testimonianza pubblica (demiurgica - alla lettera) del proprio lavoro mentre si fa - ho scritto che Weber ha "rivoluzionato" il marxismo e Gramsci lo ha "riformato".

Ora, Solimano, su Facebook, la mia era una testimonianza metodologica, non c'era la cosa, non c'era la scienza. (Quella la puoi trovare leggendo "Sulla ricostruzione gramsciana dei concetti di struttura e supestruttura" - nel sito-rivista www.fulminiesaette.it) Mentre qui, sul Nonblog di Habanera c'è proprio la cosa, la poesia.

Vogliamo parlare della poesia, qui? Parliamone. Ti esorto alla esegesi. Come ho esortato Habanera. Lei ha accettato appassionatamente - realizzando una nuova opera comprensiva della mia originaria, tu divaghi sui prerequisiti. Lascia stare il discorso sul metodo, amico mio (è complicato e fuorviante, qui e ora): "L'importante non è se il gatto sia rosso o nero, l'importante è che mangi il topo." (Deng Xiao Ping)

Il gatto di Weber era nero, il gatto di Gramsci era rosso, hanno mangiato entrambi il topo. Il tuo gatto ha fame di topi? Ha fame di poesia? Ha fame di scienza?

Roby ha detto...

Caro Pasquale, Fulmin-ante come i tuoi versi, non ho gatti -nè topi- a casa, per cui non so se mi competa dire la mia sui tuoi componimenti: lo faccio comunque, dichiarando che mi hanno lentamente conquistata (specialmente "Albeggia. Esco"), così come le immagini scelte da Habanera (adoro Caillebotte!!!!!!!).

Serena serata e complimenti per il libro!

Roby

Solimano ha detto...

Pasquale, ho letto la tua risposta al mio commento e ho capito che non l'avevi gradito. Sono andato a rileggermi, chissà che cosa avevo scritto, ma del mio commento penso che è serio, argomentato, dialettico, laudatorio, non adulatorio, assolutamente non offensivo e men che meno ironico. Ci ho dedicato del tempo, per scriverlo, e non l'ho scritto certo per fare un commento in più.
Che farci? Condivido quello che ho scritto, però mi dispiace, evidentemente facevo meglio a non scriverlo, il che non vuol dire che mi scuso. Non ritengo di avere qualcosa di cui scusarmi.
Piccola riflessione. L'abitudine al gné gné della generale melassa blogghiera a questo porta: che un commento dialettico non si dovrebbe scrivere. Mentre di dialettica, al limite di conflitto, nella cultura c'è assoluto bisogno. Per me si chiude qui, so che continuare questo tipo di discussioni non porta da nessuna parte, comunque non sono a casa mia ed è giusto che ne tenga conto.

saludos
Solimano

Fulmini ha detto...

@ Roby

Certo che ti compete dire la tua sui miei haiku. Compete a tutti: io scrivo per tutti, e finito di scrivere ascolto tutti.

Ma vorrei, appunto, che si parlasse di questi haiku per quello che sono (come fai tu, come ha fatto Habanera) e non per quello che dovrebbero essere (come ha fatto Solimano).

In generale basti dire che si tratta di haiku in quanto componimenti di complessive 17 sillabe distinte in tre versi di 5 e 7 e 5 sillabe. Che poi questi componimenti parlino di cose naturali (come nella prima tradizione, in Giappone) o culturali (come nella seconda tradizione, in Europa), siano liberi (fino a ieri) o rimati (come oggi, con questo libro) poco importa. Del resto le tradizioni si conservano solo attraverso le rivoluzioni, no?

L'haiku che preferisci, fra quelli scelti da Habanera, l'ho scritto a Poppi, nel Casentino.

Grazie stragrazie, e buona notte.

Fulmini ha detto...

@ Solimano

Sai, amico mio, quante volte negli anni scorsi, discutendo con scienziati della politica, invece di analizzare e mettere alla prova i concetti coniati e le teorie proposte per la soluzione dei problemi reali e attuali, si è perso tempo a discutere quanto fosse "marxista" quel concetto e quanto non fosse "sociologica" quella teoria?

E questo parlare del dito e non della luna è tornato identico prima e poi, discutendo con cineasti del "cinema di poesia" e del "cinema di prosa" e mai osservando quel film determinato per quello che era e non per quello che doveva essere, e discutendo con teologi di "Gesù Cristo" e "Gesù di Nazareth" a partire dal cristianesimo o dall'ateismo e non dai detti e dalle parole di Gesù come sono.

Ecco.

Quanto poi alla difesa delle tradizioni, le tradizioni si difendono in due modi: con le restaurazioni e con le rivoluzioni. Credi tu di difendere la tradizione haiku restaurandola? Bene, fallo. Io la difenderò rivoluzionandola. Lo faccio, con la rima.

Silvia ha detto...

A Pasquale i miei vivi complimenti.
Per fortuna sono passata di qua prima di andare a dormire. Una vocina mi chiamava:) Le immagini sono una proiezione esplosiva delle parole. In un paio, secondo me le ultime due, si tocca la magia. Sappiamo che Haba non scherza nel suo lavoro certosino.
Complimenti davvero ad entrambi.

mazapegul ha detto...

Il mio preferito:

Solo nel verso
scorro sempre uguale
sempre diverso.

Fulmini ha detto...

Grazie stragrazie.

L'ha scelto un amico come titolo e come copertina.

Copertina, come quella di Linus...

Habanera ha detto...

Cara Silvia, ancora una volta siamo in sintonia.
Anche l'ultima immagine, accostata a quei versi, ha per me la sua ragione e la sua forza.
Tutto è soggettivo, anche la percezione della poesia che ha sempre risonanze diverse in ciascuno di noi.

E sono in sintonia con Solimano che ha scritto:
Fra le immagini, ho apprezzato soprattutto la pioggia di Caillebotte ed il vento di Sargent e li ho trovati appopriati alla scrittura.

L'allieva ringrazia il suo maestro.
H.

Roby ha detto...

Cara Haba, ancora una volta non posso non sottolineare il garbo con cui saggiamente amministri immagini, post, commenti...

Baciottoni!

Roby

venises ha detto...

Complimenti ad Habanera per la scelta delle immagini e per la loro associazione, che trovo riuscitissima.

Anonimo ha detto...

In un mondo dove tutto scorre velocemente, tu Habanera, hai creato l’ambiente, regolato la luce, il sonoro, perfino il vento lieve dove respirano gli Haiku.
Dalla casa accando
AlfaZita

Silvia ha detto...

Dimenticavo: Il tuo profumo mi piace assai perchè ho percepito il profumo portato dal vento e l'immagine è bellissima.
Ho detto.

Solimano ha detto...

L'immagine di Sargent l'ho portata a suo tempo nel blog per il mio post "Proterva bellezza" della serie "Confessioni di un poeta finto". Niun lo vieta, il quadro è di Sargent, non nostro, ma sarebbe stato di apprezzabile delicatezza dirlo, e siccome non è stato detto, qui lo dico io.

saludos
Solimano

Amfortas ha detto...

Premetto che non sapevo, prima di passare da queste parti, cosa sia un haiku, tanto che per scriverlo correttamente ho dovuto rileggere.
Non ho sensibilità per la poesia e non so spiegarne i motivi.
Mi ha colpito molto, perché mi è arrivato al cuore direttamente, Correva l'anno: trovo devastante l'abbinamento col quadro.
Mi scuso per la mia ignoranza.

Habanera ha detto...

Pasquale, prima di girare pagina e passare ad altro argomento (è la dura legge dei blog), voglio ringraziarti.
E' stata un'esperienza bellissima ed emozionante lavorare su questi tuoi haiku.
Grazie ancora per la fiducia e buona presentazione del tuo libro.
Se non abitassi così lontano da Roma ci sarei certamente anch'io.

Venises, che dire... arrossisco e ringrazio.
Il tuo apprezzamento mi è particolarmente gradito ma l'anima di questo post è la poesia di Pasquale.
Il mio è soltanto un contorno, magari anche piacevole ma non necessario.
Questi versi invece, anche nudi, stanno felicemente in piedi da soli.

AlfaZita, sicuramente qualcosa ci accomuna. Credo sia il prepotente amore per la vita.
Un amore che nel vostro sito si respira in ogni immagine, ogni parola, ogni nota.
Se questa forza vitale la sentite anche qui ne sono felice.
Andare piano, sì... darsi tutto il tempo necessario per assaporare la vita...

Un saluto affettuoso a tutti voi
H.

Habanera ha detto...

Solimano, non ricordavo assolutamente che proprio quella immagine di Sargent fosse già presente nel blog.
Altrimenti, perfezionista ed orgogliosa come sono, ne avrei certamente scelta un'altra.
E pensare che ho perso un bel po' di tempo prima di trovare qualcosa che corrispondesse all'idea che avevo in mente.
Imparare ad accostare le immagini è una cosa, scopiazzare volgarmente un'altra.

Apprezzabile delicatezza, dici?
Già...
H.

Solimano ha detto...

Habanera, ho capito benissimo cosa mi stai dicendo con la tua chiusa:
"Apprezzabile delicatezza, dici?
Già..."
Il discorso vero sarebbe:
"Solimano, tu, proprio tu, parli di delicatezza, tu che non sai neanche dove stia di casa, la delicatezza!"
Ed è in buona parte vero, la delicatezza non è certo fra le mie migliori virtù, e faccio un esempio recente.
Ho sbagliato assolutamente a questo riguardo su Stanze all'aria a non scrivere un post titolato:
"Evviva evviva, Habanera ha risolto il nostro problema!" (quello della splendida e semplice soluzione che hai trovato per la separazione del Diario dalla Biblioteca). Avrei dovuto e potuto farlo, e l'unica piccola scusa che ho è che solo in Abbracci e pop corn sono arrivato quasi al cinquecentesimo post. Sono indelicato, ma sono soprattutto sommerso, sommersissimo (chissà se si può dire?). Ho sbagliato verso di te e verso me stesso, senza discussioni.
Ma il discorso si presta a diverse chiavi di lettura, e mi dilungo un po', visto che con Stanze all'aria mi sono preso qualche giorno sabbatico.
Punto primo. Ognuno di noi percepisce le cose a suo modo. Mettiti un momento nei miei panni.
Scrivo un post molto personale, un post a cui tengo molto, lo chiamo "Proterva bellezza", e divento matto per illustrarlo adeguatamente, infine ci metto il vento di Sargent e sono contento.
Nello stesso blog, qualche mese dopo, vedo pubblicato un post non mio con lo stesso vento di Sargent. Cosa avresti pensato, al posto mio? Non ad un discorso di apprezzabile delicatezza, ma ad un discorso di volgare scopiazzatura, come dici tu.
Ci ho patito (il blog è lo stesso e tu sei la blogghiera) ma credo al 100% che le cose siano andate come hai detto e che sei diventata matta pure tu per trovare lo stesso Sargent.
Ma ciò malgrado, pur avendo appreso come sono andate le cose, il discorso dei due Sargent lo vivo come una diminutio del mio post, a cui sono molto affezionato ed a cui tu magari non hai badato (non è obbligatorio, farsi piacere gli stessi post). E' naturalissimo che sia così, non c'è verso.
Punto secondo. Sempre a proposito di delicatezza, parliamo di Pasquale. Esce il suo libro e ci tiene a farlo conoscere in giro. Perfetto. E ci tiene anche ai feedback, tutti ci tengono ai feedback. Che ci vuole, a fare in modo che Pasquale sia contento? In due minuti si scrivono quattro righe alla bene bravo bis, e Pasquale dice a se stesso: Tizio ha parlato bene di me, Sempronia ha parlato bene di me, Caio ha parlato benissimo di me etc etc.
Tutto molto delicato, come no.
Poi arriva uno che si legge il post, si guarda le immagini, e ci mette più di un quarto d'ora a scrivere un commento in cui di cose ne dice tante, soprattutto due, che le poesie gli sono piaciute ma che non crede né che siano degli haiku né che possano esserlo perché gli haiku, forma storica etc etc. Non era meglio che Solimano scrivesse quattro righe (cinque ancora meglio) di tipo laudatorio/personalizzato?
Penso che non sarebbe stato meglio, penso proprio di no, perché il bene bravo bis gratifica, ma non dà valore aggiunto, mentre un commento meditato, evidentemente argomentato e serio lo dà: sarà forse meno delicato, ma è certamente generoso, come tempo speso e come neuroni spesi proprio nei riguardi di Pasquale.
Che invece se la prende, e tira furi Marx, Gramsci e Weber e che io sono un reazionario mentre lui è un rivoluzionario con le rime.
Non è colpa né sua né mia, è che il complimento obbligatorio elevato a sistema è una malattia grave che in rete infierisce alla grande. Malattia grave, perché non generatrice di qualità, ma di circoletti viziosi autogratificanti.
Contro di questo mi batto caparbiamente, seriamente, fruttuosamente, prima o poi spero che se ne renda conto anche Pasquale. Non mi aspetto che mi ringrazi, ma neanche che voglia passarmi sopra come un bulldozer chiamandomi pure amico mio.
Come si vede, la vie c'est compliqué, non si riduce alla piccola etichetta di una delicatezza che costa poco o niente: tutti sono contenti, e la situazione rimane esattamente come prima, cioè brutta.

grazie Habanera e saludos
Solimano

Habanera ha detto...

Paolo (Amfortas), trovi devastante l'abbinamento col quadro in senso positivo, spero... ;-)
H.

Silvia ha detto...

Mi dispiace Haba perchè non è stato pubblicato un mio commento specifico all'ultimo Me voy - deciste. Pazienza. Però volevo quotare AlfaZita. Questo ci tengo a ribadirlo. Buona notte cara:)

Habanera ha detto...

Ma perchè il modulo dei commenti ogni tanto fa di questi dispetti?
Mi dispiace, Silvia, davvero.
Se potessi fare qualcosa per rimediare lo farei ma non è cosa che dipenda da me. Sono gli incomprensibili capricci di Blogger.

Buona notte anche a te, carissima, e grazie.
H.

Solimano ha detto...

Ho provveduto a sostituire l'immagine nel mio post "Proterva bellezza" con l'immagine di un altro quadro che mi piace (l'autore è Homer Winslow), così festeggiamo il debuttto di Fulmini fra di noi con l'unico Gusto del Vento di Sargent del blog, Habanera non ha rincorso il vento invano... e il blog ha una immagine in più che prima non aveva.

good night
Solimano

Amfortas ha detto...

Certo Habanera, in senso positivo.
Volevo farlo ieri, ma la tua risposta mi dà l'occasione di scriverlo oggi.
In queste cose, ma non credo di essere l'unico, viaggio a sensazioni immediate, che ovviamente non possono che dipendere anche dal momento che vivo.
Può essere che oggi sceglierei un altro haiku, perché oggi sono diverso.
Ciao!