domenica 5 ottobre 2008

Lukketti e kultura




Lukketti e kultura

di Roby



Sul sito internet del comune di Firenze -nella sezione Comunicati stampa- leggo con vivo stupore quanto segue:

29 settembre 2008
Approvata dal consiglio comunale la mozione della commissione cultura, presieduta da Dario Nardella (PD), che impegna l'amministrazione a prevedere la realizzazione a Firenze di un supporto artistico per i lucchetti dell'amore. La commissione ha fatto propria una precedente mozione di Giovanni Donzelli (AN-Pdl). Questo il testo della mozione:

Firenze, 18 settembre 2008 -Tipologia: Mozione - Soggetto proponente: V Commissione - Oggetto: per invitare l'amministrazione a realizzare un nuovo supporto artistico per i c.d. lucchetti dell'amore.
VISTO che anche questo agosto si è riproposta l'abitudine tra i giovanissimi innamorati di venire a Firenze a chiudere lucchetti per sigillare il proprio sentimento e poi gettare le chiavi in Arno; RICORDATO che tale usanza in passato aveva coinvolto talmente tante giovani coppie da coprire quasi totalmente la statua del Cellini sul Ponte Vecchio;
CONSIDERATO che tale usanza era stata ripresa spontaneamente anche in altre città, tanto da apparire in libri e film di largo gradimento; VERIFICATO che in ogni angolo del centro storico a Firenze nelle vicinanze dell'Arno si sono visti lucchetti appesi: dai dissuasori di sosta ai cartelli stradali, dai monumenti ai lampioni; RITENUTO importante educare i giovani alla salvaguardia di monumenti e al decoro della nostra città;
CONSIDERATO utile non privare i giovani di una forma di libera espressione, ormai assurta a tradizione; IMPEGNA IL SINDACO a prevedere la realizzazione di un supporto artistico da posizionare nelle vicinanze del ponte Vecchio, progettato con il coinvolgimento delle scuole d'arte della città, dove sia prevista la possibilità di poter chiudere liberamente i lucchetti.

Il Presidente Dario Nardella

La prima impressione è di divertimento. Ovviamente deve trattarsi di uno scherzo: ma il primo d'aprile è passato, e Carnevale è ancora lontano, quindi si potrebbe pensare ad Halloween, benchè in anticipo di circa un mese.
Carino... bella trovata... originale...
In un secondo tempo realizzo però che quello che ho sotto gli occhi è il sito ufficiale del comune dove abito.
Rileggo meglio il tutto e riconosco il nome del presidente della Commissione CULTURA (sic) quale proponente del "supporto artistico" porta-lucchetti di cui sopra.
E' un attimo: dopodichè avverto chiaramente il tonfo prodotto dalle mie braccia che cadono di schianto a terra.

Ad una terza lettura, risulta evidente lo stile francamente approssimativo del testo. L'immagine dei giovanissimi innamorati che vengono a Firenze a chiudere lucchetti per sigillare il proprio sentimento mi pare più vicina ai romanzi Harmony o Bluemoon (per tacere della vecchia cara Liala o della gotica Carolina Invernizio) che al linguaggio di una commissione consiliare. Quel talmente tante giovani coppie, poi, ha il potere di riportarmi alla mente la matita rossa e blu che la mia maestra delle elementari avrebbe sicuramente adoperato con dovizia, correggendo un testo simile.
Ma tant'è: sorvoliamo pure su certe inezie sintattico-lessicali, e andiamo avanti.

Ecco quindi che -a sostegno della richiesta- si afferma che tale usanza era stata ripresa anche da altre città (leggi: Roma - Ponte Milvio), tanto da apparire in libri e film di largo gradimento. Perfetto, diranno i pochi ignari dei fatti: per essere citate ad appoggio di una serissima mozione al consiglio comunale si tratterà certo di opere di prosatori contemporanei di solida fama, o di pellicole di registi universalmente acclamati. Ebbene, se Federico Moccia e Luis Prieto (con tutto il dovuto rispetto) vi sembrano nomi degni di cotanta eco e/o considerazione, allora chiedo scusa e mi ritiro. Evidentemente sono io che mi sbaglio, povera nostalgica vecchia signora ancora legata a personaggi ormai caduti nel più profondo oblìo: per dirne un paio -legati per l'appunto a Firenze- il Vasco Pratolini delle Ragazze di San Frediano ed il Valerio Zurlini che ne trasse un film... ma questa è roba di cinquant'anni fa, che diamine, e adesso siamo nel XXI secolo, perbacco!

Arrivati a questo punto, il richiamo ad educare i giovani alla salvaguardia di monumenti e al decoro della nostra città risulta quanto meno risibile, ma se per farlo fossero proposte misure adeguate (tipo l'incremento dell'insegnamento di storia dell'arte nelle scuole, o l'applicazione di salatissime multe per chi si aggiri armato di lucchetto nel centro storico, oppure la classica bacchettata sulle mani ad ogni allucchettatore colto sul fatto) potrei anche starci.
E invece no: allo scopo si ritiene opportuno addirittura realizzare un supporto artistico (?) dove sia prevista la possibilità di poter (mai sentito parlare di tautologia?) chiudere liberamente i lucchetti. Tale supporto, posizionato nelle vicinanze del Ponte Vecchio -le coppiette, altrimenti, non potrebbero agevolmente gettare in Arno le chiavi- dovrà essere comunque progettato con la collaborazione delle scuole d'arte cittadine. Eh già, mica storie: siamo o non siamo, ohibò, la patria di Donatello, Brunelleschi, Ghiberti nonchè di quel Cellini che dai famigerati lucchetti è così pervicacemente assediato?

Ma forse la parte migliore è la grave considerazione circa l'utilità di non privare i giovani di una forma di libera espressione, ormai assurta a tradizione. Bellissimo. Esemplare, direi. Su questo sono pienamente d'accordo, lo dichiaro pubblicamente. Anzi, condivido talmente l'idea che mi sembrerebbe opportuno estenderla anche ad altre forme espressive -giovanili e non- ormai consolidate. Ad esempio, perchè i lucchetti sì e le gomme da masticare usate no? Troviamo un posto ad hoc anche per i residui gommosi, purchè ben appallottolati, riservando loro un angolo della parete laterale di Palazzo Vecchio (magari quella affacciata sulla pittoresca via della Ninna), ben inteso dopo averlo rivestito di una pratica lastra di plexiglas. Poche abitudini -mi darete certo ragione- sono più tradizionali del chewing-gum, nato assai prima di Moccia e di Scamarcio.

Oppure i graffiti metropolitani, opera di writers talvolta geniali, che con le loro bombolette spray abbelliscono i muri grigi delle nostre città, spesso appena ridipinti a caro prezzo dai legittimi proprietari. I lucchetti sì e i graffiti no??? Egregia amministrazione comunale fiorentina, così non va bene, non va bene per niente! E' vero che i sottopassaggi e i cavalcavia dei viali periferici sono già abbondantemente occupati da simili opere d'arte contemporanee, ma nei pressi di piazza Santa Croce, per esempio, ne ho visti ben pochi. Che ne dite se ne facessimo realizzare uno, a tinte fluorescenti, sulla base della statua di Dante? Non è poi un granchè, quella statua ottocentesca, e se il suo piedistallo fosse un po' ammodernato, la popolarità dei locali organi di governo ne riceverebbe sicuro giovamento.

Malgrado cerchi di buttarla sullo scherzo, lo confesso, l'irritazione comincia a montarmi dentro, ogni minuto che passa, sempre di più. Finchè, ecco improvvisa la folgorazione: ma tu guarda che genio, questo presidente della Commissione cultura! Ma tu pensa cosa si è inventato, novello Machiavelli, per neutralizzare alla grande, con eleganza degna di Arsenio Lupin, l'assalto dei coatti lucchettari alla Città del Fiore! Creare una struttura apposita per l'aggancio degli amorosi sigilli, infatti, è una mossa magistrale contro la matrice trasgressiva insita nell'atto stesso dell'allucchettaggio. Se i fidanzatini possono compierlo liberamente, ed anzi con la benedizione dell'amministrazione comunale, il rito perderà ben presto ogni attrattiva agli occhi dei nostrani teen-agers, disamorandoli in breve all'uso del metallico aggeggio (con enorme disappunto, penso, dei commercianti di ferramenta). Bene, benissimo, brava commissione, e tanti tanti sinceri complimenti al suo sagace presidente!

Un'unica domanda, a questo punto, mi sorge spontanea, oltre che lievemente inquietante: finita la cerimonia del lucchettino amoroso dududù-dadadà, COS'ALTRO di diabolicamente romantico s'inventeranno i nostri cari teneri vulcanici ragazzi???


PS: Le foto di monumenti celebri allucchettati sono tratte dal sito
Un Lucchetto per sempre...
Cliccare per credere!!!

18 commenti:

Giuliano ha detto...

Cara Roby, qui da noi in Lombardia c'è un partito al governo che ha iniziato sporcando con lo spray i cartelli stradali, spesso con sgrammaticature perfino nel dialetto (mettendo le ü dove non servono, per esempio).
La cosa ha funzionato, alla grande. Siamo davvero ad una svolta epocale.

Silvia ha detto...

Roby ho riso dalla prima all'ultima riga per il livore che hai saputo tratterene col tuo bel linguaggio ma che è ugualmente trapelato, ovviamente. Hai ragione su tutta la linea. Non sapevo di questa cosa dei lucchetti, destabilizzante a dire il vero. Mi mette a disagio immaginare che una cosa del genere, ormai così diffusa, possa essere partita da un lucchetto chiuso da qualche parte da due innamorati e assurto ora a grande simbolo. Ma come può essersi diffusa una cosa così, quale può essere stato il passaparola, chi ha deciso questa valenza? Io credo che sarebbe importante capire da dove è partito tutto questo, perchè non credo basti dare un luogo preposto all'allucchettagio selvaggio, se poi non si comprendono i meccanismi di informazione e comunicazione giovanile. Hai ragione quando dici che i monumenti vanno preservati e severamente, hai ragione quando dici che ci sono le gomme da masticare ovunque, anche sotto le poltrone dei cinema e che i graffiti deturpano, ma qui siamo di fronte ad un problema dato dall'incapità degli adulti di oggi di trovare un linguaggio comprensibile al mondo giovanile e viceversa. Luogo comune è vero ma di fatto è così. Inutile proibire o imporre se non si fa comprendere bene che la loro libertà inizia quando finisce quella altrui a patto che non si lavori per creare un progetto collettivo e non per distruggere ciò che già esiste. A me fa un po' tristezza a dire il vero, questo bisogno disperato di gridare al mondo qualcosa che possa rimanere eterno e visibile a tutti. Continuano a sentirsi invisibili questi giovani malgrado siano così emancipati, così essemmessati, internettari e multietnici. Eppure si ritengono muti, o forse non hanno ancora capito, come fare arrivare il loro messaggio perchè possa essere compreso e condiviso e che non susciti solo indignazione.
I peggiori sfasciano ogni cosa che capita loro a tiro, perchè non sanno come passare il tempo.
Il tempo, unica merce rara, preziosa più dell'oro che permette di osservare, guardare e ascoltare.
Cose che oggi non si fanno più.

Giuliano ha detto...

Volendo metterla "in positivo" si può metterla così (traduco il comunicato, come faceva Michele Serra ai bei tempi): "Gli diamo questo aggeggio artistico da rovinare, così non mi rovinano l'Arte vera - o almeno, speriamo."
Scommetterei che se incontri l'assessore in privato e glielo dici, sotto sotto confessa che è proprio così.

Roby ha detto...

La situazione LUKKETTI, cari miei 4 o 5 lettori, si sta evolvendo.

Su La NAZIONE di oggi leggo le dichiarazioni del neo-assessore alla Cultura Eugenio Giani. Il quale, dopo aver molto originalmente ribattezzato "Rive Gauche" il Diladdarno, propone vari progetti artistici, fra cui: «... il restauro delle grotte delle rampe [che conducono al Piazzale Michelangiolo], le Grotte dell'Amore, che verranno risistemate e protette da una cancellata sulla quale "gli innamorati - ha spiegato l'assessore Giani- potranno attaccare anche un lucchetto. Si tratta infatti di opere novecentesche che non vengono sciupate dalla presenza di eventuali lucchetti dell'amore"».

Magnifico. Quindi, dato che -ad esempio- la Stazione ferroviaria di S.Maria Novella, opera del noto arch. Michelucci, risale agli anni '30 del XX secolo, possiamo pure illuminarla di notte con luci psichedeliche e adornarla di giorno con manifesti pubblicitari e stendardi viola gigliati, senza per questo SCIUPARLA???

Sto ribollendo. Ovvìa.

Roby

Silvia ha detto...

Effettivamente con degli assessori del genere c'è da preoccuparsi un tantino. Vuoi che i cittadini di sana e robusta cultura non insorgano a simili dichiarazioni?

giulia ha detto...

Davvero divertente quello che scrivi, ma chiaramente trapela tutta la tua che faccio anche mia indignazione. Davvero siamo nell'epoca del "demenziale". I ragazzi sono trattati da bambocci che non sanno ragionare a cu non si possa mai dire "no". E allora lasciamoli "chiudere liberamente" e davvero in questi due verbi c'è tutto, assolutamente tutto lo spirito di questo provvedimento.
le fotografie sono magnifiche... Complimenti Roby, forse questo scritto dovrebbe essere mandato a chi è destinato... Ciao, Giulia

Solimano ha detto...

Argomento intrigante, su cui ce ne sarebbe da dire.
Preferisco soffermarmi proprio sul lucchetto di cui si butta la chiave, la cosa più squallida.
L'amore inteso come appropriazione dell'altra persona, a cui in cambio si concede di appropriarsi di noi stessi. La fedeltà come carta bollata, manca solo l'Imposta sul Valore Aggiunto, perché non c'è nessun valore.
Il bello dell'altra persona è che è e rimane un'altra persona che ci sceglie liberamente, momento per momento, per il piacere di sceglierci e che ci chiede di restare l'altra persona che siamo e che le piace.
E magari quel momento per momento dura cinquant'anni, non per cronicità, non per mancanza di fantasia, non per mancanza di opportunità. Può succedere, ma solo se si è capaci di provare e mantenere il primo amore, quello verso se stessi. Altrimenti l'insicurezza regna sovrana, e allora carte bollate e lucchetti a gogò!

grazie Roby!
P.S. A Firenze, mandino in giro un magutt con un paio di efficaci cesoie, via cento lucchetti al giorno. Protesterebbero e smetterebbero.
Gli assessori alla cultura sono una sciagura nazionale, ma ne riparleremo.

Roby ha detto...

Solimano, in attesa di venire edotta su cosa sia esattamente un "magutt" (lo sospetto, ma non sono certa di aver capito) mi duole informarti che le cesoie sono già state usate, ma non sistematicamente: per cui i prolifici lucchetti hanno avuto tempo e modo di moltiplicarsi come conigli...

Silvia e Giulia, grazie per la solidarietà. Il sito con i monumenti pieni di lucchetti virtuali è orrido, non trovate? Di un kitsch, ma di un kitsch...!!!

[:-$]

Roby

Roby ha detto...

Da Giuliano invece vorrei sapere di più su quei cartelli stradali "modificati" e sulle u con e senza puntini. Sbaglio o il centralino di un comune del nord (Como?) risponde sia in italiano che in dialetto? Questa, però, non mi sembra una cosa negativa, se rimane entro certi limiti: il dialetto è pur sempre una lingua, no?

Roby

Giuliano ha detto...

In Lombardia, negli anni '80 e '90, i cartelli stradali all'ingresso dei paesi e delle città vennero "graffitati" con correzioni in dialetto (spesso sbagliate) fatte a spray, con aggiunte scritte varie.
Oggi quelli che facevano i graffitari sono tutti sindaci e assessori, e qualcuno anche qualcosa in più; e invocano la galera per chi sporca con gli spray.
Sui cartelli toponomastici in dialetto, di per sè, non ci sarebbe nulla da obiettare: il fatto è che a Bozen-Bolzano o Strezing-Vipiteno c'è dietro tutta una storia secolare, qui gh'è adré nagott. Io lo so, perché ho conosciuto i vecchi: qui dalle mie parti ogni tre chilometri cambia il dialetto, i nostri vecchi si riconoscevano al volo, ma oggi?
Comunque il discorso non è questo, il discorso che hai aperto tu è un cambiamento vero.
Per i ragazzi che vanno a scuola, questa dei lukketti è una cosa serissima, così come negli anni '80 erano serissimi i paninari. Oggi i paninari hanno 40 anni e sono nei maggiori posti dirigenziali, pubblici e privati: prepariamoci, tra vent'anni saranno i lukkettisti a guidare il Paese. I valori saranno quelli, altro che minaccia islamica.

Giuliano ha detto...

Vipiteno è "Sterzing": ogni tanto, a scrivere con la tastiera, ci si ingarbuglia. (I'm sorry)

mazapegul ha detto...

Altri usi impropri dei lucchetti:
-cintura di castità;
-legare la bicicletta di un altro alla propria (per sbaglio) o a un palo (per scherzo);
-sado/masocherie varie;
-chiudere la porta del posto di lavoro nel giorno di sciopero e far finta di non trovare più la tronchese (vecchio trucco dei picchetti).
A Bologna si vede spesso una scultura in stile Duchamp: ruota anteriore di bicicletta legata con solida e lucchettata catena a una rastrelliera. L'effetto artistico è involontario: l'incauto padrone avendo risparmiato in giri di catena attorno ai tubolari, un ladro vorave s'è portato via il grosso del mezzo, lasciando lì una ruota.

Bellissimo post,
Màz

PS Sì, sono ancora vivo. Spero di avviare con profitto le mie attività autunnali e tornare su questo blog con maggior presenza (non scamperete!).

Roby ha detto...

Caro Maz, le sculture in stile Duchamp di cui parli si vedono anche a Firenze, ogni tanto. Circa tutti gli altri usi propri ed impropri dei lucchetti non posso che ringraziarti delle dotte precisazioni. Ne aggiungo uno, sperimentato personalmente: applicare un lucchettino alla chiusura del proprio trolley, per salvaguardarlo durante un viaggio in aereo, e poi dimenticarsi dove si è nascosta la chiave, diventando isterica per cercarla (trovandola, per fortuna!!!)

Baciottttt

Roby

PS: lieta tu sia ancora vivo e vegeto, così come spero sia ok l'intera family...

Habanera ha detto...

Mi discosto leggermente dalle opininioni che ho letto fin'ora perchè, personalmente, non ho niente contro i lucchetti dell'amore. Una volta si incideva sugli alberi il cuore trafitto con le iniziali degli innamorati, oggi si lucchetta o si scrive a caratteri cubitali sui muri Mario ama Anna.
A me piace pensare che i ragazzi siano ancora ingenui e romantici come eravamo noi a quell'età.
O ce ne siamo dimenticati?
Solimano, il lucchetto non è un modo per imprigionare l'altro -cosa di cui tutti abbiamo giustamente orrore- ma un tenerissimo giuramento di amore eterno, un modo per suggellare quel per sempre in cui, in quel momento, si crede appassionatamente.
Ci penserà la vita a deluderli questi ragazzi e la fine -quasi inevitabile- del primo amore sarà anche il loro primo vero dolore. Lasciamoli sognare, finchè possono...
Roby, dai, non essere così severa con i nostri pargoli. I graffitari e gli appiccicatori villani di gomme masticanti sono, secondo me, cosa molto diversa dagli innamoratini lucchettari .
Giuliano, i paninari opponevano le loro Timberland ed i loro Moncler (di destra) alle Clark ed all'Eskimo (di sinistra); era un fenomeno sociale, per certi versi anche politico. Non ci vedo necessariamente un nesso con il fenomeno attuale che è solo un banalissimo caso di suggestione-imitazione collettiva.
Silvia, hai fatto un'analisi chiarissima della situazione. I ragazzi si sentono soli ed hanno l'impressione di essere muti.

E' sempre stato così, ma gli adulti cosa fanno per aiutarli a superare questa difficilissima fase di crescita? Permissivismo eccessivo, con l'aggiunta di indifferenza ed incomprensione totale; questa, nella maggior parte dei casi, è la risposta. Però quando c'è stata l'alluvione di Firenze sono stati proprio i ragazzi, venuti spontaneamente da ogni parte del mondo, a rimboccarsi le maniche per salvare i libri e le opere d'arte. Io abitavo a due passi da Firenze e me ne ricordo bene; li avrei baciati uno ad uno per quello che stavano facendo. E non mi si venga a dire che erano tempi diversi perchè, se sono diversi, è colpa nostra, degli adulti che siamo noi oggi, troppo presi dalle nostre personali faccende per stare davvero vicini ai nostri figli, per educarli come si dovrebbe.
Su una cosa però sono assolutamente d'accordo con tutti voi: Lukkettari, giù le mani dai monumenti storici!
A Firenze come in ogni altra parte del mondo.
H.

Giuliano ha detto...

Haba, occhio all'anacronismo: i paninari arrivano negli anni '80, con le tv di Berlusconi. Quindi molto tempo dopo la stagione degli eskimo: non hanno niente di politico, ed è questo che li fa diventare rilevanti. La stagione dei paninari è la fine della politica intesa (bene o male) come impegno sociale.
Quanto ai lucchetti in sè, sono d'accordo con te: l'illusione che un amore duri per sempre gliela toglierà il Tempo, un vero tiranno.

Roby ha detto...

Lo ammetto, invecchiando sto diventando insofferente verso le giovani generazioni (è tutta invidia...?!). Probabilmente -anzi, sicuramente- sarà perchè da ragazzina sono stata molto ubbidiente, molto ligia alle regole impostemi da genitori e insegnanti, molto poco trasgressiva e per nulla autonoma. Le mie compagne dell'epoca, grazie al cielo, non erano tutte come me, e in tal modo si sono potute togliere qualche piccola soddisfazione. Io, ex-bambina imprigionata da norme di buona educazone, garbo, attenzione per gli altri, rispetto per le persone "adulte" e per le cose altrui, oggi guardo con sommo fastidio ai teen-agers scatenati sull'autobus, per strada, in casa e a scuola. La signora ultracinquantenne, però, nasconde in sé un'anima fanciulla... e voi che mi leggete lo sapete bene! Con la tastiera sbuffo e brontolo... ma sotto sotto un bel graffito con lo spray (piccolino e lavabile, s'intende!)lo farei volentieri anch'io, nell'ingresso appena ridipinto della palazzina dove abito. Magari una bella ranocchietta saltellante, come quella del mio avatar: tanto, i miei coinquilini non sanno della mia passione per i batraci...

[:-P]

Roby

Barbara ha detto...

Scusami Roby, se non sono tanto d'accordo con te stavolta, ma non vedo tutto questo problema.
Praticamente è come se l'amministrazione comunale dicesse ai ragazzi:

"Se proprio dovete mettere 'sti lucchetti del cavolo, metteteli qua piuttosto che su un'opera d'Arte".

Se lo avessero proibito non avrebbero sortito nessun effetto, se non forse quello del ridicolo (hai presente tutti gli articoli di scherno di questa estate sui divieti comunali strampalati?) ma così, secondo me, riescono a risolvere il problema concreto (non far deturpare gli altri monumenti) senza troppe complicazioni.

Roby ha detto...

Barbara carissima, MENO MALE che non siamo tutti d'accordo sulla stessa cosa (quando poi la cosa stessa è relativamente futile come questa)!!! Sai che noia, sennò...

Anni fa, come ho già detto, l'amministrazione comunale aveva cominciato -secondo me giustamente- a farli tagliare con le tronchesi, i lucchetti, ma forse il sistema era troppo laborioso, o costoso. Mah... non è che perdo il sonno per questo, ovvio: però non credo che il "divieto di allukkettamento" dei beni artistici pubblici si possa definire strampalato!

Comunque, mi hai dato un'idea: vado a rileggermi gli articoli in rete sugli italici, assurdi divieti...

Ciaoooo!!!! E baciotti!!!!!

[;->>>]

R.