giovedì 23 ottobre 2008

Limericks e favole (1)



Mazapegul



I

Uomo matto dell' isola di Bali,
che a piedi nudi la montagna sali,
metti qualcosa ai piedi
e ad ascoltare siedi
la storia del Matto Con Gli Stivali.

II

D' inverno i sette nani a Pontassieve,
dopo una nevicata molto greve,
a lei dicon d' uscire
e il prato ripulire
con pala, scopa e moto-Brancaneve.

III

Povero e solo, un lupo del Mar Rosso
chiede a chi passa una moneta o un osso.
Tiene sul petto
sporco un berretto:
"Metti un soldo nel Cappuccetto Ciosso".

IV

Cannuccia, shampoo e acqua del Ticino,
fa bolle senza sosta il mio bambino:
volano sferiche
leggere e angeliche;
l'han soprannominato Bollicino.

Ovvero,

Cannuccia, shampoo e acqua della Drina,
fa bolle senza sosta la bambina:
volano sferiche
leggere e angeliche;
l'han soprannominata Bollicina.


V

Un fornaio di Napoli a Gonzaga
trovò una russa, vecchia e un poco maga.
Le fece, per amore,
le paste col liquore.
Le offrì dicendo: "Mangi'o' babbà, Yaga."

8 commenti:

Giuliano ha detto...

Io so che Mazapegul è un folletto sfuggente e cangiante, che assume di volta in volta vari nomi: Zalpamegul, Gulpazema, Pezamugla, Zampalug, Pegulmaza (che è il più terribile), eccetera eccetera eccetera. Mi riservo di nominarli tutti, ma ci vorrà mezza giornata e non so cosa potrebbe accadere alla fine: magari arriva Baba Yaga, o magari - peggio ancora! - lo spaventoso e magrissimo Nickmaz, che spaccherà il capello in quattro davanti ai nostri occhi, con complessi problemi algebrico-olistici.

Solimano ha detto...

Protesto vibratamente. Quelli di Màz non sono limericks: non si basano sul nonsense, sono storie vere con trucchi di bellurie svianti come faceva Monsieur de La Fontaine che altrimenti avrebbe avuto problemi con la censura. Eppoi il limerick non ha generalmente un lieto fine, finisce lì dove finisce il verso, mentre qui si offrono paste al liquore persino a Baba Yaga (che non le meriterebbe, ma l'amore è cieco). Bollicino e Bollicina mi hanno fatto pensare, oltre che ad Angelica, anche a Papageno e Papagena.

grazie Màz e saludos
Solimano

Roby ha detto...

Io, per motivi di stato civile, sto con il LUPO del Mar Rosso, e provvedo subito a rifornirlo di moneta e di osso...

Che fortuna, per Angelica e Laura-Domitilla, avere un BABA' così!!!

Roby

mazapegul ha detto...

Giuliano, Pegulmaza sembra proprio una parola romagnola: mi par quasi di sentire la "z". E' anche la prima volta che digito una parola dentro google senza trovare nessuna corrispondenza.

Solimano: cercherò di stupirti con nonsense assoluti.

Roby: a volte, però, mi sembra d'essere un padre invadente.

Habanera ha detto...

Apprendo da Wikipedia:
Il limerick è un breve componimento in poesia, tipico della lingua inglese, dalle ferree regole (nonostante le infinite eccezioni), di contenuto puntualmente nonsense e preferibilmente licenzioso, che ha generalmente il proposito di far ridere o quantomeno sorridere.
Nente sacciu di tutte queste regole ma ho sorriso molto leggendo questi limericks di Màz, quindi almeno una delle regole è stata rispettata.

Grazie, caro folletto
H.

Giuliano ha detto...

Caro Maz, e non hai ancora provato con Galmazupe. Io lo conosco, è un bravo tipo nonostante il nome (è anche per questo che lo nomino, se lo merita).
Nota bene che anche i miei limericks sono narrativi, spesso anche lafontenici, a volte addirittura saggistico-politici.
Però ha ragione anche Solimano, il bello del limerick è andare a capocchia (cioè fare dei nonsense), magari giocando solo sulle rime e sul ritmo. Il maestro del nonsense per me rimane sempre il tuo illustre collega, il rev. Dodgson alias Lewis Carroll.
saludos
Giuliano

Roby ha detto...

Io conoscevo anche -grazie ai miei approfonditi studi egittologici- il misterioso AMALZEGUP, oscuro stregone vissuto in riva al Nilo sotto la XIX dinastia, che si suppone abbia insegnato a Mosè i giochetti di prestigio tipo tramutare l'acqua in sangue, i bastoni in serpenti e i mari in autostrade....

Roby

Silvia ha detto...

Deliziose:)