lunedì 28 luglio 2008

Fermo




Fermo

di Massimo Marnetto




Già dalle cassette delle lettere zeppe di posta capisco che il condominio si sta svuotando. Come ogni anno si avvicina questo momento magico che dura sempre meno, come meno durano le vacanze della gente.

Io lo chiamo il "Fermo"

Pochi strani giorni in cui tutti i suoni che abitano il cortile, voci, radio, tv... si attenuano, fino a sparire del tutto.
Per lasciare spazio solo al silenzio e a un caldo di cicale.

Il "Fermo" avviene sempre in momenti diversi, ma sempre tra la fine di luglio e l'inizio di agosto. Adesso.

Attraverso il cortile con la ghiaia abbacinante di sole messicano che fa male agli occhi, le palme ferme nell'afa,
i gatti immobili e con gli occhi a fessura, negli stretti angoli d' ombra.

Sembra un incantesimo.

E io sento il rumore dei miei passi mentre entro nell'alito fresco delle scale di travertino. Apro la porta di casa, ha un odore diverso. E' bollente con l'aria vecchia e la polvere sulle foto all'ingresso. Accendo il ventilatore dello studio, apro la finestra, sento che ho la camicia attaccata alla schiena sudata.

Vado in bagno per lavarmi la faccia, ma anche l'acqua fredda è calda. Lascio che scorra un po'.

E' strano, questo caldo e questa solitudine mi piacciono.

Mi sembra un'atmosfera da western, di quelle magiche di Sergio Leone dove la lentezza dilata le emozioni come una lente d'ingrandimento... L'acqua fresca sul viso mi fa bene.
Chiudo la finestra, spengo il ventilatore e mi tiro la porta dietro.

E subito mi sembra che dentro casa, finalmente di nuovo vuota, escano dai loro nascondigli James Coburn, Rod Steiger... con i loro poncho pidocchiosi e con un pessimo alito per farsi l'ultimo goccio di rum in pace.




8 commenti:

Solimano ha detto...

Massimo, io ho elevato a sistema di vita l'essere altrove.
Non per utopia ma per comodità perché sono epicureo, di fondo (il mio stoicismo è di pura facciata).
Quindi a Venezia ci vado ai primi di dicembre, in Toscana a Lucca invece che a Siena, nelle Marche a Jesi invece che ad Urbino, l'ultimo dell'anno a letto alle dieci di sera (normalmente vado a letto all'una di notte), così a Capodanno alle otto del mattino faccio una camminata e non ci sono né persone né macchine. Venendo a noi ed al "Fermo", per quindici anni ho passato volutamente il ferragosto a Bologna, facevo anche il giro delle porte tutto attorno alla città storica. In macchina, ci mettevo senza correre quindici minuti, contro i tre quarti d'ora usuali, ma solo perché c'erano dei semafori rossi per lasciar passare le mosche.
Ma sta cambiando, da qualche anno, non so se per soldi che mancano o perché la gente si scanta: l'essere altrove si farà più difficile, ma è una sfida che accetto volentieri.
Perché sono un orso senza difficoltà di socializzazione, ma gli orsi rimangono orsi. Mi manca solo il letargo, che bello sarebbe... salvo quando nevica, che l'altrove è il Parco di Monza con le lepri che corrono senza potersi mimetizzare.

grazie Massimo e saludos
Solimano

Giuliano ha detto...

Non vale!!! I gatti beati a panza all'aria con gli occhi a fessura sono un'arma vietata dalla Convenzione di Ginevra - e poi cosa dirà la Cana?
Già me l'immagino, speriamo che non guardi mai questo post.

(ma a Roma d'agosto davvero le statue scendono dai monumenti e girano per le piazze, come diceva Achille Campanile?)

Anonimo ha detto...

Massimo, mi gusto questo Fermo, che mi fa pensare a un cortile del Testaccio, dove abita un'amica cara, un po' paese un po' mondo separato...Un altrove accaldato che sonnecchia sotto un sole bianco.

Sai,Solimano,le prime 14 righe (stoicismo di facciata e camminata a parte) appartengono anche alla mia vita.

Un saluto, diffuso.
zena

serena ha detto...

Peccato che sia allergica al western, altrimenti avrei fatto mia questa suggestiva "fantasia" per far fronte in maniera più dignitosa alla canicola di questi giorni!
A Firenze purtroppo il "fermo" lo si percepisce poco...tranne che nei supermercati di periferia e sulle strade che dalla provincia portano in città: per il resto è la solita bolgia di turisti boccheggianti.

Solimano, visto che anch'io vado a Venezia in dicembre, vediamo di darci il cambio, altrimenti finiamo per ritrovarci affollato anche l'Altrove ;-)

Giuliano, che meraviglia l'immagine di Campanile!! Mi fa venire in mente la Grecia assolata e metafisica di Alberto Savinio e le immobili "Piazze d'Italia" di suo fratello...

Massimo Marnetto ha detto...

Sì, Solimano, essere altrove è uno dei pochi lussi che ci rimangono. Purtroppo, mia moglie - insegnando in un liceo dei Gesuiti - ha solo agosto per le ferie, sicché quando vedete una fila arroventata di macchine ferme in autostrada, pensate che io, la famiglia e la cana stiamo là, pigiati nella Micra-gnosa.

Giuliano, non solo in città le statue scendono in strada, ma nella prima campagna romana, i cavalli giocano tutta la notte con i rotoli di fieno, lasciandoli sparsi in disordine sui campi, come si vedono in questi giorni.

Zena, Testaccio ha l'edilizia popolare più bella del mondo ed è uno dei pochi luoghi di Roma dove all'ora di pranzo senti l'odore di sugo...

Serena, i turisti non si fermano mai, ma non entrano nei cortili (almeno per ora...) Queste grandi mandrie che seguono un ombrellino rosso alzato mi fanno anche un po' pena.
Hanno poco tempo e devono vedere le cartoline dal vivo, ingozzandosi di panini e di musei, voraci di foto come pirana, sempre costretti a rincorrere con un cono sgocciolante l'ombrellino rosso, che intanto è già lontano...

Ecco perché entrare nel mio cortile fermo, mi fa così impressione.
Poi, appena sbrigate le faccende, me la svigno nella mia casetta al mare.

Saluti salmastri
Massimo

Solimano ha detto...

L'essere altrove però non deve aver nulla di snobistico (sine nobilitate). Lo snobismo è il contrappasso della ignorantaggine, e viceversa.
Lo si vede in azione dappertutto: film, romanzi, poesie, musiche, pitture, politica (eh sì!). E' tipicamente italiano, è uno dei motivi per cui, ad esempio, in Italia sono così pochi i film veramente significativi su libri italiani, cosa che non succede negli altri paesi.
Quindi, se io la domenica faccio il week end andando a Milano, è perché è una città bellissima, in cui solo alla domenica è facile parcheggiare e ci si può godere una passeggiata a piedi perché c'è meno traffico. I commercianti, furboni, lo stanno capendo e sono sempre più numerosi i negozi aperti alla domenica. D'altra parte, in una domenica normale, a rientrare dalla Valtellina ci vogliono più di due ore, a volte tre.

grazie e saludos
Solimano
P.S. Giuliano, Achille Campanile ha detto il vero, l'ultima volta che sono stato a Roma ho bevuto un chinotto (che è l'altrove della Coca Cola) con Marco Aurelio sceso da cavallo. Aspetto paziente che scenda dal piedistallo la Teresa del Bernini di Santa Maria della Vittoria (l'angelo ci può anche restare) e ti saprò dire. Come diceva il De Brosses nel Settecento: "Se quella è l'estasi, io la conosco molto bene".

Elena ha detto...

Mi intrufolo solo per dire che Roma nelle sere d'agosto è spettacolare, e aspetto ogni anno le passeggiate che ci concediamo come fossero un lusso. Senza snobismo, solo per gustare qualcosa che altrimenti non sarebbe possibile..
:)
Elena

Roby ha detto...

Firenze in questi giorni è tutta in mano ai turisti, italiani, stranieri o ALIENI che siano. Proprio un EXTRATERRESTRE doveva essere quello che ieri, vicino a via Tornabuoni, mi ha chiesto -con accento a metà fra il siciliano e il venusiano- dove fosse piazza Signoria, vicino alla quale gli avevano detto trovarsi un museo importante, gli Ug...Uz...Gli UFFIZI, forse??? (tutto vero! Ipse dixit)

R.