venerdì 2 maggio 2008

Reliquie e deliquio


Il libro dei morti: la pesatura del cuore del defunto


Reliquie e deliquio

di Roby




Poichè il Nonblog di Habanera (per la cortesia della quale mi trovo qui a scrivere) reca come sottotitolo Momenti di piacevole lettura, sono stata a lungo in dubbio se trattare un tema macabro quale quello dei defunti e -in particolare- della conservazione e talora della venerazione del loro corpo. Sull'argomento, quei furboni degli antichi Egizi la sapevano lunga già 4000 anni fa, tanto che le loro tecniche di mummificazione, unite al provvidenziale clima arido del paese, ci permettono di ammirare ancor oggi le sembianze di faraoni quali Sethi I, Ramses II e Tuthankamon.

Oddio, ammirare è una parola grossa, difronte a lunghe dita scarnificate, epidermide incartapecorita e orbite orribilmente incavate. Lo spettacolo dello sfacelo cui le nostre spoglie mortali sono destinate, dopo la morte, è solo parzialmente mitigato dalla conservazione sotto sale, ed i misteriosi unguenti spalmati sulla pelle dei regali cadaveri non ne hanno impedito l'ispessimento e l'impressionante annerimento: finti occhi di alabastro e ossidiana ci guardano vitrei, mentre le labbra si piegano in un sogghigno e il naso aquilino reca ancora i segni dei lunghi ferri uncinati con cui gli imbalsamatori hanno estratto dal cranio il cervello, per poi gettarlo via con genuina repulsione, convinti com'erano che il centro direzionale della vita stesse tutto nel cuore, unico organo destinato (proprio per la sua importanza) ad accompagnare integralmente il defunto nel suo lungo viaggio verso l'eternità. Gli altri -come fegato e visceri- erano abilmente prelevati e gelosamente custoditi in preziosi vasi canòpi, tanto artisticamente rifiniti che mia suocera, contemplandone alcuni esemplari al Museo Egizio di Torino, dichiarò estasiata (e del tutto ignara del loro contenuto): "Che belli! Starebbero proprio bene in salotto!".

Per lo meno, le pratiche di conservazione messe in atto dagli Egizi avevano lo scopo di salvaguardare il corpo in vista della sua nuova vita nell'aldilà, non certo di permetterne l'esposizione in pubblico senza turbare troppo la sensibilità dei visitatori.
Chissà se i milioni di devoti concittadini che hanno fatto (e fanno ancora?) la fila per rendere omaggio alla salma di Lenin, padre della patria russa, sarebbero stati così ansiosi di soffermarsi al suo cospetto, se essa non fosse il risultato di un'accurata imbalsamazione: che tuttavia, ultimamente, pare dia segni di cedimento, minacciando di riportare rapidamente il corpo al naturale disfacimento.


E che dire del più recente esempio di ostensione coram populo, in pieno svolgimento in questi giorni a S.Giovanni Rotondo, dove centinaia di migliaia di fedeli sfilano adoranti davanti a cosa? Ad una maschera di silicone che copre, riproducendone perfettamente le fattezze originarie , il volto parzialmente decomposto di Padre Pio da Pietrelcina: maschera prodotta dalla ditta inglese GEMS -specializzata nel settore- e costata presumibilmente quanto la costruzione di un nuovo ospedale in Africa, o la fornitura di cibo per mesi ai derelitti della penisola indiana. Confratelli e alti prelati si sono affannati a narrarci, in interviste e servizi TV, i particolari della riesumazione delle sante spoglie, cadendo quasi in deliquio nel descrivere i peli della barba ancora intatti, le unghie che parevano appena uscite da una manicure (sic!) e la carne rosea (?) del dorso.



Reliquie di S. Lucia e S. Ignazio di Loyola, in vendita su eBay a prezzi relativamente bassi (circa 200 euro)










Oggi, del resto, il commercio di oggetti religiosi si è pienamente adeguato all'epoca della posta elettronica, di Internet e delle aste virtuali, tanto che su eBay è possibile, anzi agevolissimo acquistare le più svariate tipologie di venerabili reliquie, da quelle dei resti dei santi (le cui ossa sono state probabilmente triturate in minutissimi frammenti per soddisfare le richieste di un pubblico sempre più vasto) alle impalpabili fibre del velo della Beata Vergine (cliccare per credere!), fino alle schegge del legno della croce sulla quale, poco più di due millenni or sono, concluse la sua esistenza terrena Qualcuno che predicava l'inconsistenza e la pochezza delle cose del mondo -ivi incluso il nostro involucro corporeo- se rapportate ai valori e alla pienezza della vita eterna, cui soltanto l'anima incorporea è destinata.

Ma qui è questione di fede, e se la fede è un dono, coloro ai quali questo dono non è toccato non possono capire: per cui, mi taccio e passo oltre. Non senza aver prima sottolineato, en passant, il versetto biblico (Gen. 3, 19) che molto saggiamente ammonisce: "Ricordati, uomo, che sei POLVERE, e POLVERE tornerai!"


Micro-reliquia della Santa Croce, in vendita su eBay
a 2500 (duemilacinquecento) euro


13 commenti:

Solimano ha detto...

Roby, mi ha sempre colpito quel racconto di Erodoto riguardo l'impero persiano, che allora per i greci era molto interessante. Il Re dei Re aveva molte popolazioni soggette, ognuna rispondeva ad un satrapo che rispondeva a lui.
Chiamò a corte i capi di due popolazioni lontanissime ed imparò che con i defunti si comportavano in modo del tutto diverso: gli uni li bruciavano, gli altri li mangiavano. Il Re dei Re disse che riteneva opportuno che si scambiassero le usanze, e tutti si inginocchiarono dicendo che era meglio che li uccidesse, piuttosto. E il Re dei Re non fece niente. Quello che mi ha colpito è che a me sembrava assurda l'usanza di quelli che mangiavano, ma proviamo a supporre che la loro religione dicesse che solo così le virtù del morto venissero ereditate dai vivi...
Tutto quello che hai raccontato è la testimonianza del continuo tentativo di dare corpo alla morte, che un corpo suo non ce l'ha: è solo il fenomeno terminale della vita. Dando corpo alla morte si dà spazio a tutta una serie di paure del tutto ingiustificate, ma che evidentemente, da millenni, a qualcuno fanno comodo.

grazie e saludos
Solimano

Giuliano ha detto...

Mamma mia, Roby, stai attenta: hai messo Lenin vicino a Padre Pio, con i tempi che corrono va a finire che ti arrestano...

Roby ha detto...

Solimano, se non erro ci sono tribù "selvagge" (le virgolette sono d'obbligo, in nome del politically correct) che i defunti li mangiano davvero, o meglio mangiano parti di essi (il cuore?): ma forse mi sbaglio con la trama di "Indiana Jones e il tempio maledetto", che non vedo l'ora di ri-vedermi venerdì prossimo su RAI2...

Giuliano, ehm... forse non hai tutti i torti... che faccio, "epuro" Lenin e lo sostituisco con Oetzi, la mummia del Similaun???

Habanera ha detto...

La mi creda, Madonna di Firenze (per dirla come il suo poetico spasimante Baldassarre), non c'è tema macabro che regga di fronte alla sua toscanissima ironia.
Li si guarda, questi defunti celeberrimi, e dopo aver sobbalzato sulla seggiola già le labbra volgono al sorriso mentre gli occhi scorrono un testo che il suo senso dell'umorismo rende sempre piacevolissimo.
H.

Giuliano ha detto...

Cara Roby, mamma mia!!! La mummia del Similaun vicina a Padre Pio? Qui si mescola il sacro col profano, e poi magari saltano fuori le discussione: sarà austriaco o sarà stato italiano, Oetzi?

Roby ha detto...

Haba, ringrazio per le gentili parole, mentre una stilla di commozione luccica sull'Arno d'argento...

Giul, che ne dici delle mummie andine appartenenti a prigionieri sacrificati sull'altare del dio Quetzalcoatl? Forse un po' troppo cruente...?

R.

PS: per me, Oetzi aveva origini esquimesi

Giuliano ha detto...

Non so se vale anche questo, ma ho appena iniziato "Angeli e insetti" di Antonia Byatt, che parte proprio dalla raccolta di un entomologo, a metà Ottocento.
L'inizio è molto bello.
PS: Oetzi aveva origini africane, come tutti noi: ma non dirlo troppo in giro... (l'unico che non si offende a dirglielo è il grande genetista Luca Cavalli Sforza)

Barbara ha detto...

Io vedo nel costume egiziano una sorte (a suo modo) di rispetto per la morte, e per il morto.

Negli altri esempi no. Ho sempre trovato molto ridicolo e anche contraddittorio la morbosità della nostra religione per le reliquie. Direi raccapricciante. Forse perchè non ho quel famoso dono di cui parli.

La cosa più aberrante che ho visto è stata a Siena, dove c'è la testa di Santa Caterina (solo la testa mozzata, giuro), che si illumina quando uno mette la moneta! Se non è morboso questo non so cosa lo sia! Rispetto al paganesimo siamo tornati indietro.

Roby ha detto...

Ok, Giuliano, terrò la bocca chiusa sui natali africani di Oetzi... anche se qui in Toscana la Lega non è ancora granchè rappresentata!

Barbara, ohibò, della testa di S.Caterina 'un sapevo nulla: bella idea, quella dell'illuminazione a moneta! per caso è compresa nel prezzo anche l'aureola? Condivido il raccapriccio: e poi, sì, per certi versi, i pagani erano più civili di (alcuni di) noi!

R.

Giuliano ha detto...

Dal punto di vista del cinema, la storia delle reliquie è ben raccontata in "I cavalieri che fecero l'impresa" di Pupi Avati, del 2000. E' un bel film storico, un'ipotesi sull'arrivo della Sacra Sindone in Italia. E all'inizio c'è la storia delle reliquie di San Luigi, ma è meglio sorvolare sui dettagli. Io non ne sapevo niente, ma pare che le cose siano andate davvero così, come le spiega il film (la prassi era quella: mamma mia!!!).

mazapegul ha detto...

Cara Roby, gustosissimo questo post su ciò che resta dopo la morte. I medaglioni-reliquiari che hai trovato su e-bay mi ricordano quelli (uno aveva proprio un ossicino di S. Ignazio) che vidi tanti anni fa a Torino, in uno dei negozi antiquari che stanno ai margini del Balòn. All'epoca ero un fervido ammiratore del Santo (Ignazio da Loyola aveva un che di attraente per un ragazzo della FGCI) ed ero stato tentato di impadronirmi della reliquia, ma ero giovane e in perenne bolletta.
Sul tema del controverso rapporto tra vivi e morti si potrebbe fare un intero blog, neanche dei più mesti. Per esempio, ciò che mi lascia più perplesso riguardo al presidente del consiglio in pectore è la sua decisione, in ancor giovane età, di erigere un mausoleo in stile neo-babilonese nella sua villa, dove saranno conservate le spoglie sue e dei suoi più fedeli collaboratori. (Verranno sacrificati e ivi sepolti al momento stesso della sua morte? E se morissero prima, li si metterà lì prima del capo, o li si parcheggerà in un adiacente cimiterino?)
Una volta FMR uscì con un numero sulle reliquie. Nella lista c'erano il grasso di un santo (!!!), la schiena di un altro e, ovviamente, un Santo Prepuzio.

Oggi medicavo il rinsecchito cordone ombelicale di Laura-Domitilla: secco e nerastro, pare proprio una reliquia egizia.
Smack, Màz

Roby ha detto...

MAAAAZ!!!!!!! MA COME!!!!!!!!! E' NATA la SECONDOGENITA E TU LO COMUNICHI COSI', EN PASSANT???????? Attendiamo un intero post sull'evento!!! E tante tante tante
CONGRATULAZIONI anche e soprattutto alla mamma!!!

mazapegul ha detto...

eheh.. contavo sull'effetto en passant, infatti. Faro' presto un post. Cercavo idee per "nascere al cinema", da mandare a A&P, ma mi son dovuto interrompere per cambiare un pannolino.
Grazie dell'entusiasmo, che passo subito alla neo-mamma.
Maz