sabato 16 giugno 2007

Tre amici: Lorenzo



Il mio amico Lorenzo

di Solimano


L'altro giorno sono andato a trovare il mio amico Lorenzo, era proprio ora, un bel po' che non ci vedevamo. La colpa è solo mia, lui non può muoversi, io invece sì. Se ne sta da quasi cinquecento anni a Trescore, in provincia di Bergamo, in una chiesetta talmente piccola da sembrare una capanna. I vicini la chiamano "oratorio" per tenerla un po' su, ma non ci va nessuno a pregare, credo che invece ci vada un po' di gente nelle giornate calde di agosto perché è un posto fresco: muri grossi, finestre piccole, tetto tenuto su da travoni di castagno. Lorenzo è un po' un piangina, si lamenta che l'anno scorso lo sono venuti a trovare solo 3000 amici. A me sembrano tanti, ma lui ne vorrebbe almeno il doppio. Secondo me tende ad allargarsi un po', tanto più che non sono amici che vengono dalle frazioni vicine, ma anche dall'America, dalla Germania, diversi persino dal Giappone. Gli americani sono quelli che gli fanno più festa, i tedeschi quelli che lo conoscono meglio, i giapponesi sono i più gentili, fanno tante foto con lui. Gli italiani vengono in gruppi, ci sono persino delle classi scolastiche di ragazzini delle medie inferiori che però preferiscono mangiarsi panini sui prati vicini. Lorenzo protesta, perché dice che i suoi padroni, i conti Suardi, poi se la prendono con lui, preferirebbero che non avesse amici così il prato se lo godrebbero solo loro.
Però c'è da starci attenti, a certi amici: ne sono capitati alcuni che gli hanno fatto perdere un sacco di tempo, giornate intere, eppoi hanno scritto dei libri per parlar male di Lorenzo con accuse molto fumose, tipo che non ha un senso unitario dello spazio, che usa dei colori stridenti, che le figure sono o troppo grandi o troppo piccole, che sembrano contadini e contadine, che ha copiato un po' dai tedeschi, che magari sotto sotto è pure protestante.
Lorenzo si è sfogato: "Me l'avessero dette in faccia 'ste cose! Avrei saputo cosa rispondergli". Oddìo ho pensato, ma era ormai tardi, quando Lorenzo parte così non lo ferma nessuno. E' proprio un gran permaloso, a Venezia bastava portare un po' di pazienza invece li ha mandati a quel paese per venirsene qui, nella capanna di Trescore. Lorenzo, mentre io sbuffavo, ci ha tenuto a dirmi che il senso unitario dello spazio lui ce l'ha, per lui lo spazio è fatto di aria e tutte le sue figure, grandi e piccole, respirano la stessa aria. Poi, che alcune siano grandi ed altre un po' meno è che Gesù l'hanno voluto grande i preti, poi i conti Suardi hanno voluto essere più grandi dei contadini, i lanzichenecchi anche loro, guai a non contentarli. Tutti in gradazione, ognuno secondo le raccomandazioni, bisogna pur vivere. Certo che sembrano contadini e contadine, lo sono, dove poteva andare Lorenzo a procurarsi qualche studente e qualche mercantone, quelli con la bottega? Qui si è dovuto accontentare di qualche vu' cumprà con l'insalata per terra, al massimo con un banchetto per il pane. I colori stridenti dipendono dal fatto che Lorenzo voleva lanciare una sua linea di moda, in quel momento non ha attecchito, salvo attecchire trent'anni dopo, che era ormai tardi. I tedeschi: di lì ne passavano tanti, i contadini tenevano le donne chiuse in casa, il fatto che 'sti lanzichenecchi avevano dei bei costumi con gli sbuffi, dei bei cappelli, delle alabarde che non finivano mai, credo che Lorenzo gli abbia anche fatto qualche quadretto fuorivia. I tedeschi gli hanno sempre voluto bene a Lorenzo, dicono che sembra il figlio naturale di un loro zio di Norimberga, un certo Alberto. Il fatto della religione poi è inutile rinfacciarlo a Lorenzo, è soltanto uno che prega molto e dice il rosario ogni giorno, ma catechismo zero, figuriamoci se Lorenzo potrebbe abbandonare la religione dove è nato e che gli dà pure da vivere, sembra che i protestanti quadri in chiesa non ne vogliano, a queste cose chi ci deve badare? Quei criticoni falsi che sparlano di lui senza conoscerlo? Da questi non c'è da aspettarsi niente di buono, anche se a qualcuno di loro non ci si crede più, le balle prima o poi si sgonfiano. Date retta a me, andatelo a trovare Lorenzo: è gentile, ha un suo modo di dire le cose e se ci pensate un po' non è mai noioso, riserva sempre delle sorprese del tutto inattese. Con un piccolo sforzo gli amici possono passare da 3000 a 6000, così Lorenzo smette di rompere quando lo vado a trovare.
15 aprile 2007

P.S. A Lorenzo Lotto a Trescore ho dedicato un Bel Momento: http://www.arengario.net/momenti/momenti08.html
Nell'immagine in alto si vede il particolare del mercato nella piazza, durante il martirio di Santa Barbara. In quella sotto si vede l'ordinazione di Santa Chiara, prostrata davanti all'altare, avendo a fianco le vesti profane che ha abbandonato. A destra ci sono le donne di Casa Suardi, dall'altra parte non riportata ci sono gli uomini. Lorenzo ha fatto un grande buco nel muro della Chiesa per far vedere la Santa che si dà da fare subito, senza perdere tempo.

1 commento:

habanera ha detto...

Welcome back, Solimano! Nonblog ti ringrazia per esserti preso cura di lui appena rientrato dalla trasferta romagnola.
Ora posto alcune belle poesie che mi ha mandato Giuliano e poi, per adesso, alzo bandiera bianca. Senza Adsl proprio non ce la faccio a fare il mestiere di blogger. Sono costretta ad arrendermi ma riprenderò appena sarà posssibile. Intanto ci si vede su Abbracci e pop corn...

habanera